Cupello: la statua lignea della Madonna del Ponte, un'opera del XV secolo di altissimo pregio

| di Giuseppe Catania
| Categoria: Attualità
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Si dovrebbe effettuare un censimento delle opere d'arte sacre che sono custodite nelle chiese dei centri del Circondario di Vasto, per avere una elencazione esatta dei tanti splendidi capolavori, fonti di richiamo,di interesse e di studio per gli appassionati cultori. 

A Cupello  si conserva una bellissima statua lignea policroma della Madonna con il Bambino. La Vergine è assisa su di un basso "trono", indossa una tunica, rossa ed un manto damascato azzurro che Le copre il capo e le spalle, per raccogliersi sul grembo. La mano destra mostra un ramoscello di ulivo. Il Bambino è in piedi,sul ginocchio sinistro, benedicente con la destra, mentre regge il "mondo" con la sinistra. 

La fattura iconografica è annotatile alle antiche immagini della Madonna ispirate all'arte religiosa medievale, propria delle sculture lignee dipinte e decorate,tipiche del XV secolo. 

Siamo in un'epoca in cui fioriva l'attività artigianale e l'abbondanza del legno favoriva la lavorazione dalla materia, tanto che si ebbe una eccezionale produzione di statue lignee della Madonna col Bambino, che, mano a mano, sostituirono le immagini dipinte, accostabili alle pratiche devozionali e di culto dei fedeli. 

La Madonna assisa che regge il Bambino sulla gamba sinistra costituì,infatti,il soggetto preferito dagli artisti dell'epoca


Nella Madonna lignea di Cupello si evidenzia la caratteristica, della fissa immobilità dello sguardo, mentre il modulo facciale di Maria, poco oblungo, Le conferisce un atteggiamento di trasfigurazione. L'immagine conserva il tradizionale abbigliamento che evoca una lontana origine orientale, propria delle icone dipinte. 

Lo schema iconografico ricalca, nella rappresentazione del Bambino Gesù, la collocazione frontale che benedice, in piedi, sul ginocchio sinistro della Madre, alla maniera greca; il volto tondeggiante, dal colore limpido che si addice al giallo della veste. 

Certamente,1'autore ha tenuto conto delle proporzioni delle due figure che,seppure poco allungate, non risultano deformate, ma sono in atteggiamento elegante ed espressivo, ancor più razionali nelle pieghe lumeggiate degli abiti, in una volumetria attenta, in aderenza alla tradizione culturale delle genti dell'epoca, per le quali gli artisti creavano le loro opere per essere affidate al culto popolare. 

"La bella statua costituisce il cimelio più venerando di Cupello - scriveva il prof. Francesco Verlengia - non solo per il suo carattere sacro, per la sua aureola leggendaria e per il culto di cui è oggetto da parte delle popolazioni dai paesi della bassa valle del Trigno, ma anche per la sua antichità. Infatti, stando alle analisi stilistiche tanto essa quanto la sua chiesa, che alcune particolarità architettoniche, appare di origini medievali, dovettero prescindere al paese attuale, il quale, com'è noto, deve la sua fondazione a una colonia di slavi ivi emigrata intorno ai primi anni del secolo XVI". 

L'artista che modellò la statua,indubbiamente,trasse ispirazione dalle immagini sacre e dal culto delle icone dipinte nelle antiche chiese, attingendo anche alle preziose eredità teologiche sulla Madonna che i Padri della Chiesa ci hanno tramandato,in sintonia con la tradizione orientale. 

In una delle sue pagine di grande ed intenso lirismo, Germano di Costantinopoli (631 o 649? -733) proclamando le lodi della Madonna, esclama: 
"Ave, o Tu che sei il Trono Santo di Dio, la Casa della Gloria, uno Splendore Bellissimo, un Gioiello Scelto, l'Universale Propiziatorio, il Cielo che narra la Gloria di Dio, l'Oriente che fa splendere una Luce Intramontabile. Tu che, con la Tua Gloriosa e Splendida Presentazione, porti a noi il Ramoscello di Ulivo Liberatore dal Diluvio. O Colomba che ci porti la Lieta Novella del Porto della Salvezza.. .Urna tutta d'Oro che contieni la Dolcezza delle Nostre Anime, e cioè Cristo Nostra Manna..." 
 

Elementi che sono tradotti e ben visibili nella Statua della “Theotokos” (Madre di Dio) e che sono essenzialmente posti alla base dell'autore-artista, nella raffigurazione della Madonna "Aeparthenos" (semprevergine) assisa in trono a simboleggiare il "Tempio animato dalla Santissima Divinità dell'Unigenito"che Ella mostra sul suo grembo, mentre ci porge il "ramoscello di ulivo liberatore"in una incomparabile trasfigurazione celestiale,tutta compresa della Su Divina Maternità.

 

Articolo tratto da Noi Vastesi Blog di  Nicola D'Adamo

Giuseppe Catania

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