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"...e la moglie gli dice: «Ma, Andrea, che hai? Sei diverso, che ti è successo?»"

"L'incontro decisivo con CRISTO"

| di Simone Calabria
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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(Sam 3,3b-10.19; Sal 39; 1Cor 6,13c-15a.17-20; Gv 1,35-42)

Con la festa del Battesimo del Signore, celebrata domenica scorsa, abbiamo concluso il tempo natalizio e ora siamo entrati nel tempo “ordinario”. In questa seconda domenica, il Vangelo ci presenta la scena dell’incontro tra Gesù e i due discepoli Andrea e Giovanni, mentre Giovanni Battista stava battezzando presso il fiume Giordano.

“In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: Ecco l’agnello di Dio!”. Immaginiamo la scena. Dopo 150 anni finalmente il popolo ebraico ebbe di nuovo un profeta: si chiamava Giovanni Battista. Tutta la gente, ricchi, poveri, pubblicani, farisei, amici e nemici, andava a sentirlo e a vedere il modo con cui viveva, al di là del Giordano, in terra deserta, di come si nutriva di locuste e di miele selvatico. Aveva sempre persone attorno a lui che lo ascoltavano. Tra queste persone quel giorno c’erano anche due che andavano per la prima volta e venivano dalla campagna. Erano là come due paesani che per la prima volta vengono in città, spaesati, e guardavano con gli occhi sbarrati tutto quel che stava attorno e soprattutto lui. Erano là con la bocca aperta e gli occhi spalancati a guardare lui, a sentire lui, attentissimi. Improvvisamente uno del gruppo, un giovane uomo, parte, prende il sentiero lungo il fiume per andare verso nord. Giovanni Battista immediatamente, fissandolo, grida: «Ecco l’Agnello di Dio!». Ma la gente non si mosse, erano abituati a sentire il profeta ogni tanto dire frasi strane, incomprensibili, senza senso; perciò, la maggior parte dei presenti non ci fece caso.

 

I due discepoli hanno visto che Giovanni Battista fissava quell’uomo che se ne andava, e si sono messi alle sue calcagna. Lo seguirono stando a distanza, per timore, ma stranamente, erano profondamente incuriositi. «E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: “Che cosa cercate?”. Gli risposero: “Rabbi, che, tradotto, significa maestro, dove dimori?”. Disse loro: “Venite e vedrete”». «Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le 4 del pomeriggio». Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli dice: «Abbiamo trovato il Messia».

Come ha fatto a dire: «Abbiamo trovato il Messia»? Gesù, parlando loro, avrà detto questa parola, che era nel loro vocabolario; perché dire che quello fosse il Messia, “in quattro e quattr’otto”, sarebbe stato impossibile. Si vede che, stando là ore e ore ad ascoltare quell’Uomo, vedendolo, guardandolo parlare (chi è che parlava così? Chi aveva mai parlato così? Chi aveva detto quelle cose? Mai sentite! Mai visto uno così!), lentamente dentro il loro cuore si faceva strada l’espressione: «Se non credo a quest’uomo non credo più a nessuno, neanche ai miei occhi».

Ma immaginate quei due che lo stanno a sentire alcune ore e poi dopo devono andare a casa. Lui li congeda e se ne tornano zitti. E poi si dividono: ognuno dei due va a casa sua. Non si salutano, non perché non si salutino, ma si salutano in un altro modo, si salutano senza salutarsi, perché sono pieni della stessa cosa, sono una cosa sola loro due, tanto sono pieni della stessa cosa.

E Andrea entra in casa sua e mette giù il mantello, e la moglie gli dice: «Ma, Andrea, che hai? Sei diverso, che ti è successo?».

Immaginate lui che scoppiasse in pianto abbracciandola, e lei che, sconvolta da questo, continuasse a domandargli: «Ma che hai?». E lui a stringere sua moglie, che non si è mai sentita stretta così in vita sua: era un altro. Era un altro! Era lui, ma era un altro. Se gli avessero domandato: «Chi sei?», avrebbe detto: «Capisco che sono diventato un altro... dopo aver sentito quell’individuo, quell’Uomo (Gesù), sono diventato un altro». Carissimi, questo, senza troppe sottigliezze, è accaduto. Ascoltiamo e seguiamo Gesù, perché solo Lui può rispondere al desiderio del nostro cuore. Amen.  

Simone Calabria

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