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"Ma voi, chi dite che io sia?": La domanda che ci interroga nel profondo

| di Simone Calabria
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi”.

La misteriosa figura del “servo sofferente”, nella Prima Lettura, è presentata come quella di un discepolo fedele. Il Signore l’ha reso capace di ascoltare la parola, che ogni giorno gli rivolge affinché la trasmetta ai contemporanei, nei quali è venuta a mancare la forza e la fiducia. La fede del discepolo alla missione ricevuta incontra l’opposizione di alcune persone, ma non ha paura perché il Signore gli è vicino.

S. Giacomo è preoccupato della divisione tra la Parola di Dio ascoltata e la vita quotidiana. La fede autentica si manifesta con gesti d’amore, che portano all’obbedienza alla parola del Signore, altrimenti la fede risulta inefficace, un’illusione.

Gesù, nel Vangelo, interroga i suoi, ma anche ognuno di noi, come in un sondaggio: “Ma voi chi dite che io sia?”: Chi è per me Gesù?E questo sondaggio della gente è bella e incompleta: “Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti”. Ma Gesù non è semplicemente un profeta del passato che ritorna. Bisogna cercare ancora: “Ma voi, chi dite che io sia?”.

Non chiede una definizione astratta, ma il coinvolgimento personale di ciascuno: "ma voi...".Come se ci dicesse: non voglio cose per sentito dire, non voglio una risposta imparata a memoria al catechismo, ma una esperienza di vita continua: “Tu sei il Cristo”, ha affermato Pietro. Che cosa ci è successo, quando lo abbiamo incontrato?

E qui c'è il punto di svolta del racconto: “E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno”.Perché ancora non hanno visto la cosa decisiva. “E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere”.

Volete sapere davvero qualcosa di me e di voi? Vi do un appuntamento: un uomo in croce. Prima ancora di questo, l'appuntamento di Cristo sarà un altro: uno che si china a lavare i piedi ai suoi discepoli. 

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.

Gesù ci pone davanti le condizioni per essere suoi discepoli: non anteporre nulla all’amore per Lui, portare la propria croce e seguirlo.

Adesso capiamo chi è Gesù: è bacio a chi lo tradisce; non spezza nessuno, ma spezza se stesso; non versa il sangue di nessuno, versa il proprio sangue. 

E poi l'appuntamento il giorno di Pasqua. Quando ci cattura tutti dentro il suo risorgere, trascinandoci in alto.

Carissimi, ma noi, effettivamente, cosa diciamo di Gesù? Chi è per me Gesù? Faccio anch'io la mia professione di fede: il dono più bello, l'affare migliore, che il Signore poteva fare alla mia vita. “Tu, Signore, sei la mia vera vita”.

Simone Calabria

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