Viadotto Sente, la rabbia dei cittadini dell'Alto vastese: con la chiusura si torna indietro di 30 anni

Da ieri alle 13 la chiusura ordinata dalla provincia di Isernia. Ma a protestare soprattutto abruzzesi e qualche agnonese

| di Maria Carosella
| Categoria: Attualità
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Il viadotto Sente è stato chiuso ieri 18 settembre  alle ore 13. Il viadotto più alto e apprezzata mastodontica opera pubblica molisana, costruito intorno agli anni '70 per ferrea volontà politica di onorevoli  democristiani molisani e abruzzesi, non collegherà più due regioni e due territori fra i più aspri e sofferenti d’Italia. Un viadotto che permetteva agli abitanti dell’Alto Vastese di utilizzare le oramai poche strutture agnonesi: sanità,scuola, esercizi commerciali. A Agnone la già depressa economia locale ne  subirà un ulteriore contraccolpo.

Affollatissimo l'incontro presso la palestra comunale di Castiglione Messer Marino, tra vari esponenti politici, amministratori locali, rappresentanti della provincia di Isernia e i cittadini di Castiglione, Agnone, Schiavi d’Abruzzo, Fraine e paesi dell’Alto Vastese. Scarsa la presenza dei molisani se non una delegazione di agnonesi

L’argomento caldissimo, la chiusura del viadotto Sente. I molti cittadini presenti, attenti ma scettici e sinceramente arrabbiati per le sorti di un territorio che si impoverisce di tutto e ogni giorno di più, a partire dai servizi essenziali. Serpeggiava la rabbia ma anche un sentimento di impotenza per la propria terra amata e alla cui morte si assiste senza grossi strumenti per fermarla.

Parecchi gli applausi agli interventi  dei rappresentanti politici del M5S, Greco, Fontana e la parlamentare Daniela Grippa. Greco, consigliere regionale, non ha perso la ghiotta occasione politica, per rinfacciare agli amministratori presenti di altri schieramenti che lui in tempi non sospetti, aveva segnalato che sul Viadotto Sente ci fosse qualcosa che non andasse e che le responsabilità andavano addebitate a chi nelle passate e  tutt'ora presenti gestioni politiche, di tutti i colori aveva sottovalutato gli effetti devastanti dellla mancata manutenzione del gigante oramai inservibile e anche per la ex statale Istonia ridotta a un colabrodo, che tra un rattoppamento e l'altro  ad opera delle province, dovrebbe ritornare ad essere l’ arteria di collegamento tra i due territori. Giustamente fra i commenti e il rumoreggiare della platea il “Siamo tornati indietro di 30 anni” forse era il commento più veriterio, ma che implica una idea devastante di non  futuro  di questi territori con l’irrimediabile spopolamento di molti paesi, compreso la fu Atene del Sannio.

Il sindaco di Castiglione, ha aperto l’assemblea, passando la parola ai vari sindaci. I sindaci hanno fatto appello alle istituzioni per un intervento celere, prima di subito, affinchè il viadotto venga ristatalizzato e affidato alla gestione dell'Anas, e tra le varie proposte emerse, alcune a onor del vero,molto fantasiose, l'assemblea ha deciso che i rappresentanti politici dei due territori, stilano un documento congiunto per sollecitare gli enti preposti ad attivarsi per una immediata ristatalizzazione del viadotto.

I cittadini in ogni caso minacciano azioni di protesta per tentare di impedirne la definitiva e probabilmente ineluttabile chiusura. Servirà concretamente il documento di sollecito delle amministrazioni delle due regioni a scongiurare l'isolamento e i disagi di un vasto territorio? Sono in pochi a crederci.

Maria Carosella

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