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“L'uomo non separi ciò che Dio ha congiunto”

| di Simone Calabria
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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"Non è bene che l'uomo sia solo".

Queste parole pronunciate da Dio all'inizio della storia umana sono scritte nel cuore della vita di ognuno di noi, e ne fissano la vocazione più profonda: ciascuno è chiamato alla comunione, alla solidarietà, al mutuo sostegno.

La Lettera agli Ebrei ci mostra non più la relazione uomo-donna, ma il rapporto Cristo-umanità, cioè Cristo solidale con l’umanità anche nella prova e nella sofferenza.

Il Vangelo ci porta a riflettere sulla particolare e fondamentale forma di comunione che nasce dal matrimonio. I due coniugi, dice Gesù, formano "una carne sola",assumono un nuovo metodo di vita:la comunione.

La novità cristiana sta qui. Altrimenti ci accontentiamo di moralizzare la vita, di eseguire il culto, fare qualcosa per gli altri solo con formalità, ma è proprio l’idea di noi che alla fonte va cambiata. Occorre testimoniare una mentalità che giudica e sceglie i valori, non le mode, e occorre testimoniare un comportamento che ha sempre come contenuto un amore e non una convenienza.

Che cosa ne facciamo della vita, del matrimonio, della famiglia, dei rapporti con gli altri, del lavoro, dell’amore?

Ricordiamoci che si può vivere per se stessi, frequentando normalmente la Chiesa, frequentando gli amici, ecc.

La verità della persona è l’offerta, come la verità della vita è la comunione. 

Che cosa significa, vivere la comunione, volersi bene nel Signore?

Significa che l’altro, la sua persona, la sua presenza, il bene che mi vuole sono l’occasione, il fatto, la circostanza più chiara mediante la quale io scopro d’essere fatto per Dio, quel Dio che in Gesù si è rivelato come amore, come pane spezzato, e senza nutrirmi di Dio, siamo veramente incapaci di donarci a vicenda, totalmente e gratuitamente; non abbiamo la forza di vivere l’amore come sacrificio, come dono totale. Significa rimanere nella solitudine, rinchiusi dentro il proprio egoismo, avere paura di aprirsi, di condividere l’amore reciproco, essere incapaci di tenerezza, attenzione, accoglienza. 

La cosa più necessaria, l’urgenza per tutti noi, per gli sposi, guardando le situazioni in cui ci troviamo, in cui siamo chiamati a vivere la nostra vita di fede, il matrimonio,  è non vivere nella confusione.

La confusione, allora, che cos’è? Non è altro che la conseguenza di quel crollo di sicurezze, uno smarrimento. Quante volte ci sentiamo smarriti, senza sapere come affrontare certe situazioni della vita: ad es. il rapporto di coppia, il rapporto con i figli, le relazioni con gli altri, il rapporto con Dio…ecc..

Ma senza amore, senza il riconoscimento di Cristo che ci dà la forza, ognuno di noi si spegne e muore.

Abbiamo bisogno di vedere davanti a noi persone che nel loro modo di affrontare la vita quotidiana, introducono una luce, una chiarezza in mezzo alla confusione, nel modo in cui vivono gli affetti, il lavoro, le circostanze.

La ragione di tutto è cambiare il modo di concepire la fede (cioè capire veramente che cos’è la Fede).

La fede è un avvenimento, una Presenza che ci cambia: Cristo.Se tra l’uomo e la donna, nella famiglia, c’è Cristo…tutto cambia. 

Simone Calabria

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