Successo di pubblico per lʼevento del Centro studi Montagna Vastese sulla “Ricchezza delle terre di confine”

| di Antonino Dolce
| Categoria: Attualità
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«Un primo passo della società civile per ripartire dai punti di forza della valle del Trigno»: così potrebbe si sintetizzare il convegno “La ricchezza delle terre di confine” tenutosi a Madonna di Canneto sabato scorso. Lo scopo del Centro Studi per la Montagna Vastese e la Vallata del Trigno, organizzatore dell’evento, era di iniziare a collegare le eccellenze della vallata ignorando il confine amministrativo tra Abruzzo e Molise. La risposta c’è stata, e molto positiva. Cinque ore di convegno non hanno scoraggiato il folto pubblico. In sala c’erano anche sindaci e amministratori, ma la parte da leone l’han fatta i semplici cittadini – tanti – accorsi per ascoltare e portare il proprio esempio come esperienza da raccontare. Sono stati molti anche gli interventi. Il professore Costantino Felice ha evidenziato come lo spopolamento in atto sia più devastante dell’emigrazione in età giolittiana. Ernano Marcovecchio ha rilanciato l’idea di uno sviluppo organico e condiviso tra costa e aree interne, concetto poi ripreso e condiviso dal sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. La situazione delle aree interne, però, non è tutta rose e fiori. L’archeologo Davide Aquilano ha portato allo scoperto le tante occasioni perse in questi anni dai vari amministratori, con la compartecipazione dei cittadini: ritrovamenti di reperti accantonati troppo presto o musei già esistenti poco valorizzati. Michele Petraroia, in un’intervista, ha suonato il campanello d’allarme su aspetti non monitorati a dovere: eolico e fotovoltaico selvaggio, ma anche interramento illegale di rifiuti citando, in questo caso, Gomorra di Saviano che colloca la valle del Trigno nel triangolo preso di mira dalle cosche camorriste. I progetti, però, non mancano e dimostrano che non è tutto perduto. I giovani del Centro Studi hanno le idee ben chiare: percorsi naturalistici che mettano in rete anche le strutture ricettive della zona, piste ciclabili che colleghino la costa con la valle del Trigno, un marketing territoriale che premi uno sviluppo sostenibile. Insomma, se quello di sabato non resterà solo un primo passo, la valle del Trigno potrebbe avere finalmente una reale e seria pianificazione.

Antonino Dolce

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