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Esce l'intervista del produttore cinematografico Antonio Chiaramonte

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Questo suo ultimo  film ci insegnerà tante cose. Ci spieghi meglio…”

“Io Ho Denunciato”, l’ultimo film della casa cinematografica CinemaSet , scritto dall’autore Paolo De Chiara, coadiuvato da uno dei più noti legali antimafia d’Italia, l’avv. Vincenzo  Guarnera  e diretto dal regista Gabriel Cash, farà il giro delle sale d’élite di tutta Italia, dove sarà possibile confrontarsi con il pubblico, prima e dopo la visione. Questo film sarà presentato soprattutto ai giovani studenti e  illustrerà cosa accade ad un cittadino ,ad un imprenditore dopo aver denunciato  , un film proiettato nell ‘ educazione alla legalità ”.

Questo cinema civile legherà le nuove generazioni ad un progetto di educazione alla legalità?

“Nessuno potrà togliere o limitare all’essere umano il diritto alla vita, alla pace, alla salute, all’istruzione, al lavoro, alla conoscenza e alla creatività, al gioco, alle pari opportunità. Ed è per questo che un intervento educativo alla legalità deve nascere anche attraverso il cinema, quel cinema che ci deve insegnare in qualche modo a vivere e a difenderci dai “mostri”.

Qual è lo scopo di questo film?

“Lo scopo resta sempre lo stesso: far maturare la consapevolezza del valore della legalità, con particolare riferimento alla criminalità organizzata, alla corruzione, al femminicidio e alla conoscenza dei principi costituzionali.

Un film rivolto, quindi, alle scuole, soprattutto ai giovani studenti?

“Soprattutto a loro, dalle primarie all’Università, ai ragazzi che chiedono ascolto e chiedono risposte. Chiedono tutto questo perché spesso, in molti casi, non lo ottengono dai genitori, dagli insegnanti o da entrambi. Ricordo che la visione del film di “Io Ho Denunciato”, sia nelle sale cinematografiche e sia nelle scuole sarà totalmente gratuito, nasce come regalo da parte della mia produzione alle nuove generazioni per educarli alla legalità e accompagnarli verso un senso civico che purtroppo, soprattutto in Italia, è molto carente. “.

Perchè ha prodotto un film indirizzato alla legalità?  

I fatti mi sembrano molto pochi fino a questo momento. La nostra professione, cosi come l’arte in generale, deve fare ancora molto di più rispetto a ciò che è stato fatto fino ad oggi. Chi produce, chi scrive si deve allarmare di ciò che potrebbe essere la reazione della collettività. Molte serie televisive hanno rappresentato come protagonisti eroi positivi, mettendo al centro della scena l’azione di contrasto. Negli ultimi anni però, riscontro un cambiamento, i protagonisti sono principalmente criminali e l’attenzione è posta più sulle dinamiche interne delle organizzazioni criminali piuttosto che sull’azione delle forze dell’ordine. In molte situazioni accade che attorno a noi vediamo ragazzini e giovani che adottano gli stessi atteggiamenti, il modo di vestirsi, lo stesso modo di esprimersi, cosi come nel farsi chiamare con lo stesso nome degli attori di questi film e/o serie televisive che rivestono la figura del criminale. Questo è un cattivo esempio, penso che non sia educativo. Sono d’accordo che realizzare queste realtà televisive e cinematografiche sia un valido strumento per la sensibilizzazione, rivolto soprattutto per chi ha il dovere di difenderci e tutelarci, però dobbiamo pure raccontare la realtà dei fatti, cioè che questi percorsi, per chi li intraprende o li ha intrapresi, sono percorsi che non hanno lunga strada. Hanno un fine, quello stesso fine che non viene riportato nella sceneggiatura, come se il finale fosse stato tagliato.

Per lei la scuola può dare tanto?

“È dalla scuola, infatti, che deve partire l’educazione alla legalità ed è proprio la cultura della legalità che può richiamare anche gli adulti alla responsabilità di essere coerenti testimoni per la difesa del futuro dei giovani.”

I ragazzi , gli studenti stanno  rispondendo  con una partecipazione ed un interesse sorprendente nella presentazione del romanzo Io ho Denunciato .

“Quando si ha a disposizione un romanzo come questo, ciò rende un percorso di insegnamento e di apprendimento più gradevole e leggero. Si tenta, e vi si riesce molto bene, di porgerlo ai ragazzi come una complessa trama di valori, in cui affiorano i temi della legalità. Mi gratifica sapere della grande partecipazione degli studenti e delle tantissime richieste già  pervenute  dalle scuole per la presentazione del romanzo e del film , ciò deriva da un grande successo di squadra“.

Lei ha fiducia che questo messaggio che sta lanciando con questo film possa essere recepito?

“Occorre avere fiducia nel prossimo, nei giovani in particolar modo: solo così si potrà costruire una società migliore, per essi auspichiamo, insieme con l’autore del libro e con l’Avv. Enzo Guarnera , un mondo nuovo, una realtà diversa, in cui ognuno possa sentirsi veramente libero. Laddove essere liberi non significa fare tutto ciò che ti passa per la testa, bisogna sempre agire nell’assoluto rispetto delle regole e degli altri. Allora sì che la nostra società sarà migliore di quella di oggi, perché ognuno sarà in grado di rispettare l’altro.”

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