Uno scatto porta il Pulcinella Castiglionese in mostra a Pescara

Piccola intervista alla giovane autrice Fabiana Di Domenica

| di Terenzio Zocchi
| Categoria: Cultura
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C'è un pezzo di Castiglione Messer Marino nella mostra del IV Concorso Fotografico "Condividere... Scattando 2018" proposto dalla fondazione Pescarabruzzo. Le opere sono esposte nella sede di Pescara.

Tra le dieci immagini più rappresentative del patrimonio culturale abruzzese è stato selezionato anche uno scatto di Fabiana Di Domenica, studentessa castiglionese. La foto ritrae "lu scrujazze", la frusta del madriano di cui è dotato il Pulcinella tradizionale castiglionese.

Il Concorso Fotografico ha preso spunto quest'anno dalla scelta, da parte dell'Unione Europea, di dichiarare il 2018 "Anno del Patrimonio Culturale". L'occasione ha voluto quindi celebrare e promuovere "la diversità e la ricchezza del nostro patrimonio al fine di promuovere la diversità culturale, il dialogo interculturale e la coesione sociale ed evidenziare il contributo economico offerto dal patrimonio culturale al settore dell’arte, oltre allo sviluppo locale e regionale".

L'iniziativa è stata pensata non solo per promuovere le eccellenze locali, ma soprattutto per stimolare la crescita e la formazione delle nuove generazioni. Per il Concorso sono state istituite due sezioni, Luoghi della Cultura (monumenti, siti e luoghi come risorsa del passato) e Giovani e Cultura (i giovani come ricchezza del patrimonio culturale).

La giuria qualificata ha premiato la ventiquattrenne Fabiana Di Domenica come finalista della seconda sezione. La giovane autrice dello scatto, che frequenta il corso in Multimedia Design dell'ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Pescara, aveva partecipato anche con una seconda foto sullo stesso tema: "Nu Pulgnella" [n.d.c.: in fotogallery la foto verticale divisa in due con i pulcinella castiglionesi, durante il Carnevale].

Fabiana, perché hai deciso di partecipare a questo concorso con quelle foto specifiche?

Il motivo che mi ha spinto a partecipare è stato proprio il tema, perché così avrei potuto dare modo di far vedere che noi giovani non siamo solo degli inetti, dediti all'ozio, come ormai ci descrivono. Dietro a questa tradizione c'è molto lavoro, molto impegno e molto di noi.

La tradizione è molto sentita anche tra i giovani quindi?

Assolutamente sì. Si inizia dall'inverno, dove abili mani si dilettano a tagliare striscioline di carta velina, per prepararsi all'arrivo della primavera e cambiare pelle per un giorno, diventando un "pulgenella". Infatti una volta l'anno bambini e adulti portano colore e allegria per le stradine del paese. Tutti li attendono e loro ringraziano con canti e balli a ritmo di musiche locali.

La Mascherata Castiglionese conserva grandi valenze simboliche, vero?

Verissimo. I "pulgenella" indossano giacca e pantalone bianco, che simboleggiano l'inverno, e in cinta portano delle campane, "la sunagliera", le stesse che venivano messe al collo dell'asinello che annunciava l'arrivo della sposa e la sua dote, nella casa dello sposo. Non si sa con precisione  quale sia il periodo in cui comparve questa figura, probabilmente fine '800.

Colpiscono i colori sgargianti dei Pulcinella!

Quello che li contraddistingue sono grandi colorati e sgargianti cappelli. I cappelli hanno una struttura conica all'interno e all'esterno ogni "pulgenella" dà il meglio di sé, accostando cromie di colori diversi e dando forme altrettanto particolari!

Ma il modello della foto?

Nella foto il modello è molto semplice, perché lui, mio fratello, è il primo a realizzare i copricapi! La cosa che mi ha stupito di più è stato proprio il fatto che molti ragazzi si apprestano ad acquisire dagli adulti del gruppo tutte le tecniche per fare ogni anno sempre meglio.

Dunque la trasmissione della tradizione ai più giovani è ancora praticata?

Certo! Ed è ammirevole anche la pazienza dei grandi che stanno lì, ore ed ore ad aiutare i più piccoli, magari anche dopo una giornata di lavoro.

Fabiana, di' la verità, è stato l'amore nei confronti del tuo paese a spingerti a partecipare al concorso!

Partecipando al concorso volevo smuovere gli animi di tutti. Volevo fare in modo che noi giovani non dobbiamo mai pensare: "tanto un piccolo paese non mi darà niente".

Nello scatto un forte messaggio di resilienza?

È proprio qui [n.d.c.: in paese] che dovremmo restare legati, o fisicamente o mentalmente, per non far morire piano piano tutto, e ricordare sempre chi siamo e da dove veniamo! Perché solo così ci possiamo costruire un grande futuro!

Terenzio Zocchi

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