A Chieti in mostra i tesori dell'archeologia preventiva: reperti anche da Torrebruna

"Futuro anteriore" apre oggi a Palazzo Zambra in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio

| di Terenzio Zocchi
| Categoria: Cultura
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"Futuro anteriore: Archeologia preventiva, tutela e trasformazione del territorio" è il titolo della mostra che da oggi, sabato 22 settembre alle 12 apre a Chieti nella cornice di Palazzo Zambra, in via degli Agostiniani. Tra i tesori esposti per la prima volta al pubblico ci sono anche reperti provenienti da Torrebruna.

Archeologia preventiva. "La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo presenta una scelta di preziosi reperti rinvenuti in occasione di interventi di archeologia preventiva, previsti dalla legislazione vigente che obbliga i committenti delle opere pubbliche (strade,gasdotti,infrastrutture) a programmare già in fase di progettazione preliminare le ricerche e le eventuali indagini volte alla conoscenza e alla tutela delle preesistenze da individuare o individuate nel sito oggetto dell'intervento. Concetto ben espresso dalla Convenzione Europea per la protezione del patrimonio archeologico, firmata a Malta nel 1992: essa introduce il principio fondamentale che l’attività di tutela diventa un compito anche dal promotore dei lavori."

Proprio grazie all'archeologia preventiva, che ha permesso di bilanciare le esigenze di realizzazione delle infrastrutture con la necessità di tutela del patrimonio storico, è possibile oggi ammirare reperti provenienti da Cansano, Celano, Crecchio, Sant'Egidio alla Vibrata e Torrebruna. La mission della mostra è anche favorire la partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione ma anche tutela del territorio.

I tesori esposti al pubblico. Fra gli oggetti esposti, sono da ammirare sicuramente i gioielli in oro provenienti dalla necropoli di Celano e risalenti al I-III secolo dopo Cristo; i corredi tombali delle recenti ricerche archeologiche di Crecchio, dove le oltre 100 tombe testimoniano una grande e importante necropoli del V-IV secolo avanti Cristo.

La mostra è stata voluta e sponsorizzata da uno dei soggetti imprenditoriali, la Società Gasdotti Italia che ha contribuito a incrementare le informazioni sul nostro patrimonio archeologico sostenendo la proposta della Soprintendenza. L'iniziativa consente di promuovere la conoscenza di nuovi dati storici, ma anche sensibilizzare il pubblico verso le modalità di salvaguardia del territorio.

Torrebruna e il circondario. I crinali boscosi tra Torrebruna e San Giovanni Lipioni sono stati recentemente oggetto di diversi interventi di archeologia preventiva in seguito all'impianto di due parchi eolici. L'area, già segnalata da tempo per le evidenze archeologiche, si è dimostrata ricca di testimonianze relative al periodo storico italico-romano.

A San Giovanni Lipioni una collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo e l'Università Gabriele d'Annunzio Chieti-Pescara ha permesso di indagare due aree. Il sito di Colle Vernone ha restituito evidenze murarie di un insediamento d'altura di IV-II secolo a.C., mentre nel sito del Monte, dove sono state effettuate delle operazioni di scavo sistematico, sono venute alla luce almeno tre strutture che costituivano un'area sacra complessa. A parte i numerosi ex voto e i frammenti di intonaco con pittura gialla, nera e rossa, è risultato di grandissimo interesse il pavimento di un sacello in opera cementizia, punteggiato da grandi tessere in calcare bianco e con un emblema floreale centrale. L'area sembra essere stata frequentata almeno tra il V e il II secolo a.C., con tracce sporadiche successive alla guerra sociale.

Nel territorio di Torrebruna sono state invece indagate di recente alcune aree sepolcrali. Nella zona di Fonte Sant'Angelo sono stati recuperati materiali provenienti da tombe inquadrabili tra il IV e il II secolo a.C., mentre sul sito dello sbancamento per l'impianto di una pala eolica della ditta Floew in località Fonte Micune è stata recuperata e indagata nel 2017 un'altra tomba italica.

L'esposizione, gratuita, durerà fino al 06 gennaio 2019. Orario: visite guidate: il 22 dalle 15 alle 19 e dalle 20 alle 23; il 23 dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 aperture: sab e dom: 10-13, 16-19 giov e ven: 16-19 lun-ven: su prenotazione per gruppi e scuole. Telefono: 0871/32951-3669615698; e-mail: sabap-abr@beniculturali.it

 

Foto: sito internet Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Abruzzo; AISCOM, Atti del XXIII Colloquio, E. Di Valerio.

Terenzio Zocchi

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