A Gissi una delle più grandi grotte di gesso della regione

Esplorata dall'associazione 'I Lupi del Gesso'

| di a cura della redazione
| Categoria: Territorio
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GISSI - Sta avendo grande risalto in queste settimane la scoperta di numerose grotte nel territorio di Gissi da parte dell'associazione locale I Lupi del Gesso
L'associazione, che tra i suoi fini ha la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Gissi, si occupa anche di speleologia ed è stata fondata da Antonio Ottaviano, grande conoscitore del proprio territorio e della storia locale.

In Abruzzo gli affioramenti gessosi si sviluppano dalla Maiella attraversando quasi tutta la regione fino al Molise. Sono tanti i comuni che sorgono sulle rocce di gesso e che nel recente passato hanno avuto un'economia caratterizzata in modo importante dalle attività estrattive; ancora oggi in alcuni di questi è possibile trovare le cave dismesse e interi quartieri costruiti con la stessa pietra (Gissi e Lentella nel Vastese, Gessopalena nella valle del Sangro).

Gli affioramenti gessosi spesso sono interessati da fenomeni di carsismo. È il caso di Gissi: le numerose cavità presenti sul territorio sono al centro delle ricerche di Ottaviano e degli appassionati dell'associazione. Grazie alla collaborazione con il Gruppo Grotte e Forre Abruzzo e con il Cars (Centro Appenninico Ricerche Sotterranee) è stato possibile catalogare le grotte visitate.
Tra queste c'è la grotta del Lupo o di Ottaviano, è tra le più estese con uno sviluppo complessivo di 300 metri. All'interno della stessa sono presenti notevoli formazioni cristalline di gesso dal diverso colore (grazie alla presenza o meno di diversi elementi).

Quella del Lupo non è l'unica presente sul territorio di Gissi. L'esplorazione ha interessato anche altre 4 grotte: la grotta del Cristallo, l'Abisso del Gesso e la grotta dei Briganti e la grotta della Zita. Nei comuni limitrofi ci sono altre cavità naturali. La ricerca è appena all'inizio, ma quello che sta emergendo ha tutte le sembianze di un importante patrimonio naturalistico. Con un'oculata gestione, Gissi e il comprensorio potrebbero candidarsi a diventare un punto di riferimento per gli appassionati.
Intanto, il gruppo 'capitanato' da Ottaviano ha già esplorato la grotta dei Banditi a Furci, la grotta del Tasso e del Castellaro a San Buono.

La tutela di tale patrimonio sarà tra le prossime sfide del territorio; per ora le grotte scoperte dai Lupi del Gesso usufruiscono dell'egida delle zone Sic 'Monte Sorbo e Fiume Treste'.

a cura della redazione

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