A San Salvo Marina la sicurezza lungo la statale 16 continua a destare forte preoccupazione. Dopo le proteste dei cittadini e l’intervento del sindaco Emanuela De Nicolis, l’Anas aveva predisposto l’installazione di cartelloni con attraversamenti pedonali e luci lampeggianti. Un provvedimento giudicato da molti insufficiente, ma comunque un primo passo verso la tutela di chi vive e lavora nei pressi della strada.
Il tratto, che costeggia complessi abitativi e attività commerciali, è da tempo teatro di comportamenti imprudenti da parte di automobilisti che scambiano l’asfalto per una pista di velocità. In questo contesto, uno dei pali segnaletici è stato colpito da un conducente sconsiderato e oggi risulta piegato, privo di qualsiasi funzione.
La situazione è stata segnalata da giorni, ma l’ente responsabile non ha ancora provveduto alla riparazione. Un silenzio operativo che appare grave, considerando il ruolo dell’Anas nel garantire manutenzione e sicurezza delle infrastrutture stradali. L’assenza di un intervento tempestivo rischia di vanificare anche quel minimo sforzo già compiuto, lasciando i residenti esposti a nuovi pericoli.
La richiesta di maggiore sicurezza era stata avanzata con forza già questa estate, dopo la morte di Diego Sozio, 86 anni, investito sulle strisce pedonali. Un episodio che ha segnato profondamente la comunità e che avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta. Proprio da quel tragico evento nacquero le proteste dei residenti e l’incontro con il sindaco, ma la risposta dell’Anas si è rivelata un segnale minimo, incapace di garantire protezione reale.
La vicenda mette in luce la necessità di azioni più incisive e durature. Senza responsabilità da parte dell’ente e rispetto da parte di chi guida, ogni misura rischia di restare un gesto vuoto, incapace di garantire sicurezza.