L’Aeroporto d’Abruzzo si conferma un elemento fondamentale per la mobilità della regione, come dimostrano i dati del 2025, che parlano di circa 1,15 milioni di passeggeri.
Ma nel 2026, l’obiettivo non può essere solo quello di aumentare i numeri: la vera sfida è garantire un servizio continuo e affidabile, perché un’infrastruttura strategica non può funzionare a singhiozzo. Negli ultimi mesi, infatti, i viaggiatori hanno dovuto affrontare vari disagi, tra operatività ridotta, ritardi e dirottamenti.
Tra i problemi emersi nel dibattito locale ci sono lavori infrastrutturali non completati come promesso e la mancata piena operatività dei sistemi di assistenza all’atterraggio (ILS), che complicano la gestione nei giorni di scarsa visibilità. In questo contesto, cresce l’interesse per ampliare il numero di compagnie e rotte attive, per ridurre la dipendenza da pochi operatori e migliorare la competitività delle tariffe.
Nel frattempo, Ryanair ha annunciato un potenziamento delle operazioni da e per Pescara, con nuove rotte previste tra l’inverno 2025 e l’estate 2026: un chiaro segnale che lo scalo può essere attrattivo, a patto che ci sia una programmazione stabile e infrastrutture completamente funzionanti.
Ora la priorità è trasformare questa crescita in un servizio stabile: completare gli interventi ancora critici e riportare lo scalo a piena efficienza, per ridurre ritardi e dirottamenti, soprattutto nei giorni più difficili. Solo con un’affidabilità operativa e un’offerta più ampia di rotte e compagnie si potrà rendere davvero solido e competitivo il sistema aeroportuale abruzzese nel 2026.