I volumi di cura crescono e superano le stime nazionali, mantenendo alta l’attenzione alla persona. Nel 2024 e nel 2025 il Centro di Radioterapia Oncologica dell’Ospedale ‘Santissima Annunziata’ di Chieti, diretto da Domenico Genovesi, ha trattato più di 1.000 persone l’anno, superando le stime italiane che fissano a 800-900 il numero di pazienti per strutture dotate di due acceleratori lineari.
A fronte di un carico di lavoro imponente, l’indice di gradimento sfiora l’eccellenza. I dati definitivi del 2025 del progetto nazionale Ramsi (”Radioterapia amica mia smile in”) assegnano al reparto teatino un punteggio complessivo di 9,3 su 10 sulla qualità percepita, con un indice di soddisfazione generale del 95%. La misurazione si basa su 3.691 opinioni espresse dai pazienti e dai loro familiari attraverso quattro totem digitali installati nelle sale d’attesa.
I ritmi serrati, sostenuti da doppi turni del personale dalle ore 8.00 alle 20.00, non hanno intaccato l’umanità e l’efficienza del percorso clinico. Analizzando le singole aree valutate dai pazienti, la competenza ha ottenuto un punteggio di 9,6. Seguono a breve distanza la puntualità nel rispetto degli orari (9,5), il comfort degli ambienti (9,4) e l’accoglienza (9,0).
Un contributo determinante ai processi di umanizzazione dell’assistenza arriva dall’associazione Ets “Il Tratturo: una Strada per la Vita”. Presieduta da Paola Di Renzo, l’associazione affianca il reparto dal 2009, incidendo positivamente proprio sull’indicatore del comfort.
L’unità operativa fa parte di un circuito ristretto: il progetto Ramsi coinvolge infatti solo sette centri in tutta Italia. Questa rete di monitoraggio valuta mensilmente l’esperienza dei pazienti, rendendo pubblici i risultati nelle bacheche per apportare continui miglioramenti ai servizi offerti.
“Garantire questi standard rappresenta una sfida complessa - commenta Genovesi -. I trattamenti radioterapici attuali, balisticamente sempre più precisi e selettivi, richiedono infatti tempi maggiori sia nella fase di preparazione sia nell’esecuzione. I risultati ottenuti a Chieti forniscono una base oggettiva e misurabile per i futuri programmi di espansione della struttura, che punta a mantenere ancora e sempre alto lo standard di qualità espresso finora”.
Nella foto in evidenza il direttore Domenico Genovesi