Non è di ritorno da viaggi tropicali, non si è mossa da casa. La donna ricoverata in ospedale a Chieti per infezione da virus West Nile è stata punta da una zanzara autoctona. Questo il primo aspetto chiarito dall’indagine epidemiologica condotta dal Servizio Igiene e Sanità Pubblica della Asl Lanciano Vasto Chieti, al lavoro per ricostruire i movimenti avuti dalla 75enne nei giorni precedenti l’arrivo in Pronto Soccorso in condizioni critiche.
Com’è noto, il quadro clinico severo presentato fin dal momento del ricovero è stato determinato dalla combinazione dell'infezione con patologie croniche pregresse, ragione per la quale i medici si sono riservati la prognosi e tengono la paziente sotto stretto monitoraggio, nell’eventualità che si renda necessario innalzare il livello dell’intensità di cura. Le condizioni della paziente restano stabili, mentre prosegue la terapia con antibiotici e antivirali, iniziata fin dal momento del ricovero. A tal proposito, fa notare Jacopo Vecchiet, Responsabile delle Malattie Infettive, va sottolineata l’efficacia della rete costruita a livello regionale e aziendale, che ha fatto sì che la patologia fosse identificata fin dall’esordio dei sintomi grazie a un alert precedentemente lanciato.
Al fine di intensificare la sorveglianza sanitaria e rilevare la circolazione virale, i veterinari del Dipartimento Prevenzione hanno installato tre foto trappole per la cattura di zanzare nella zona di residenza della donna, e nell’ambito delle misure di polizia veterinaria hanno eseguito prelievi su due animali in un allevamento per accertare 2 casi sospetti di West Nile.
Intanto i medici del Siesp, oltre all’invio delle comunicazioni del caso previste dai protocolli, stanno predisponendo una nota anche ai Sindaci della provincia di Chieti, ai quali viene suggerito di proseguire negli interventi di lotta antilarvale nelle aree in cui sono presenti abitazioni private, luoghi di vacanza e parchi pubblici, e di effettuare interventi straordinari preventivi nei luoghi non interessati dalla disinfestazione ordinaria nel caso in cui sia in programma un evento che comporti il ritrovo di molte persone in aree all’aperto.
“Quello registrato in provincia di Chieti è il secondo caso in Abruzzo, e dobbiamo confrontarci con un dato di realtà - è la considerazione del direttore generale della Asl Mauro Palmieri che coordina la task force aziendale chiamata a occuparsi della vicenda - : l’infezione circola nel nostro territorio perché le zanzare che veicolano il virus sono qui, e anche se nell’80 per cento dei casi le punture non danno sintomi è necessario che le persone fragili, affette da malattie croniche, come diabete, cardiopatie, ipertensione, prestino particolare attenzione nelle misure di protezione”.