Giornata internazionale del lutto perinatale e infantile, una luce per i bambini che non ci sono più

redazione
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14/10/2026
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In occasione della Giornata internazionale del lutto perinatale e infantile, quattro Comuni abruzzesi illuminano i loro monumenti di rosa e azzurro per rompere il silenzio e custodire la memoria di tante piccole vite. 

Ci sono bambini che hanno attraversato questo mondo per pochi mesi, poche settimane, talvolta soltanto per una parte della gravidanza. Bambini che non hanno lasciato fotografie o ricordi condivisi, ma che hanno cambiato per sempre la vita delle loro famiglie.

Il 15 ottobre si celebra il Baby Loss Awareness Day, la Giornata internazionale della consapevolezza sul lutto perinatale e infantile. Una ricorrenza che invita a riconoscere un dolore ancora troppo spesso invisibile, circondato da silenzi e tabù. Eppure, non è un'esperienza rara. Ogni anno nel mondo si stimano circa 23 milioni di aborti spontanei e quasi due milioni di morti fetali tardive, secondo le stime internazionali. 

Ci chiamano “mamme e papà speciali”. Siamo genitori di bambini che non possiamo stringere tra le braccia o vedere crescere, ma che continuano a vivere nel nostro amore. Il lutto perinatale porta con sé una particolare solitudine: si piange qualcuno che, per gli altri, talvolta non ha avuto nemmeno il tempo di esistere.

Dal 2007, in Italia, l'associazione CiaoLapo promuove questa giornata, offrendo sostegno alle famiglie e sensibilizzando la società sull'importanza di riconoscere questo lutto. Quest'anno anche i Comuni di Vasto, Furci, San Salvo e Pollutri hanno aderito all'iniziativa “Illumina il 15 ottobre”, illuminando di rosa e azzurro un monumento o un luogo simbolico del proprio territorio. A queste amministrazioni desidero esprimere profonda gratitudine, in particolare al Sindaco di Vasto, Francesco Menna, e all'assessore Nicola Della Gatta; al Sindaco di Furci, Fabio Di Vito; alla Sindaca di San Salvo, Emanuela De Nicolis, e alla consigliera Maria Travaglini; al Sindaco di Pollutri, Luigi Gizzarelli, al Vicesindaco Antonio Di Martino e all'assessore Piernicola Manzi.

Illuminare un monumento non significa soltanto accendere una luce, ma rompere un silenzio. È un gesto di sensibilità civile che restituisce dignità a un dolore troppo spesso confinato nella dimensione privata e riconosce a questi bambini un posto nella memoria collettiva. Quelle luci non potranno restituire i bambini che abbiamo perduto, ma potranno illuminare il posto che continuano a occupare nelle nostre vite. Nessun bambino dovrebbe essere dimenticato soltanto perché il mondo non ha fatto in tempo a conoscerlo.

Roberta Rubbino, una mamma speciale

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