Le dichiarazioni di Moscovici infiammano i politici italiani: Lega-M5S e Ue

17/05/2018
Attualità
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Le parole del vice presidente della Commissione Europea sullo schieramento Di Maio-Salvini ha infiammato i politici italiani, che non hanno preso bene le sue parole considerandole un’intromissione non richiesta da parte dell’Ue. Pierre Moscovici ha espresso parole di preoccupazione nei confronti di un governo Luigi Di Maio – Matteo Salvini sostenendo che si tratta di un fronte nazionalista e anti-europeista.

La posizione dei due possibili premier, in effetti, si è mostrata comune su molti punti della politica Ue, soprattutto relativamente alla politica economica monetaria, al commercio internazionale e alla volontà di contrastare la Ceta. Quello che emerge è un fronte che pare destinato a minare gli equilibri europei e a mettere in discussione la politica comune dell’Ue. A godere di questo, a quanto sembra, sarà invece la Russia di Putin, a cui Salvini e Di Maio hanno già preannunciato la volontà di ridurre le sanzioni europee.

Moscovici “ne ha per tutti”: le dichiarazioni

Il vice presidente della Commissione Europea ha puntato il dito principalmente sulla proposta di sforamento del deficit avanzata dal M5S e sull’atteggiamento “inopportuno” della Lega, attaccandosi alla definizione di “razza bianca” di Attilio Fontana (candidato centrodestra in Lombardia), giudicandola a dir poco “scandalosa”. In terra italiana i primi a controbattere queste dichiarazioni sono stati proprio i due aspiranti premier.

La Lega

Con le sue parole Moscovici, ritiene si possa già dire molto sulla Lega e che si possa capire che sia un pericolo per l’equilibrio europeo. Salvini, dalla sua, si dice indignato per l’intromissione del burocrate europeo nelle questioni italiane, deviando l’argomento quindi, anche probabilmente perché è opinione comune che di certo la Lega non ha fatto bella figura con tali dichiarazioni. Il leghista risponde criticando le politiche di immigrazione incontrollata, i sacrifici economici fatti per l’Ue. A dargli man forte anche la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che si è affiancata al leader della Lega ritenendo inopportuna l’intromissione del francese.

Il Movimento5S

Dalla sua, anche Di Maio, benché con altri toni, si è mostrato dispiaciuto chiedendo un confronto pubblico con Pierre Moscovici per chiarire la questione. L’esponente M5S ritiene che le formule europee adottate fino a oggi non abbiano evidentemente funzionato, visto che il debito pubblico è ancora alto, e che quindi la strategia vada cambiata. Per risanare il debito si pensa a investimenti ad alto moltiplicatore, in grado di cambiare la situazione una volta per tutte.  Sforare il tetto del 3% del deficit/Pil sarebbe quindi l’unica soluzione possibile, a differenza di quanto sostenuto dal vice presidente della CE, che ritiene tale tetto una sicurezza per evitare che il debito slitti ulteriormente.

Lega e M5S, diversi e uguali

Salvini e Di Maio in generale sembrano andare d’accordo sul 50% delle cose anche sui provvedimenti da prendere nel nostro Paese. Entrambi i leader intendono rivedere la Buona Scuola, la legge Fornero, la legge Lorenzin, intendono rafforzare il controllo al gioco d’azzardo, anche quando si tratta di casino bonus senza deposito, benché con formule differenti. Lo stesso si può dire sull’atteggiamento rispetto all’immigrazione: la linea è comune, ma gli strumenti proposti sono diversi. Vicina la posizione anche nei confronti degli aiuti alle famiglie e all’aumento delle pensioni minime.

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