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Roccaspinalveti a 360°: si chiude la stagione, progetti per l’anno nuovo!

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Lo scorso mese di novembre si è conclusa con un ottimo successo di pubblico la 6° edizione della Sagra delle Noci di Roccaspinalveti, evento culinario ideato da Giuseppe Suriano nel 2013. Da piccolo evento paesano, la festa si è trasformata in una quattro giorni su due weekend, con musica e convegni di ottimo livello.

Anche quest’anno c’è stata la collaborazione dell’azienda agricola Lo Zafferano di Roccaspinalveti e del ristorante Le Due Querce, presso i cui locali si è svolta la manifestazione. Come per le scorse edizioni, molte comitive sono venute da fuori paese: molti da San Salvo, Vasto e Gissi, ma anche da Laveno Montebello (Varese), Castelli (Teramo), Frosolone (Isernia), Moliterno (Potenza). Questo ci sprona ad andare avanti con sempre maggiore determinazione.

Vogliamo ringraziare quanti hanno partecipato all’evento, gli espositori, i musicisti che si sono avvicendati, i relatori ed in particolar modo la dottoressa Maria Antonietta Labrozzi, farmacista nutrizionista che ha curato il convegno.

Purtroppo abbiamo dovuto dire di no a molte persone, per questioni organizzative e principalmente di spazio. Per questo motivo stiamo pensando già a come migliorare l’edizione dell’anno prossimo: una soluzione potrebbe essere quella di spalmare la sagra, gli eventi e i convegni su più weekend. Il nostro progetto è quello di fare del novembre roccolano un vero e proprio Mese della Noce, per la valorizzazione della frutta secca e dei prodotti autunnali del nostro territorio.

La filosofia che ci spinge a mettere in piedi iniziative del genere è quella della cura e della rivalutazione del nostro territorio. Siamo convinti che anche nell’entroterra possano essere promosse tante piccole iniziative agro-culinarie, come per esempio piantare alberi da frutta o anche solo riscoprire le vecchie piante sui terreni abbandonati.

Per noi valorizzare il territorio non significa né sfruttare i terreni in maniera intensiva per trarne denaro, né tentare di attrarre turisti per pochi giorni all’anno. Valorizzare significa dare valore al territorio per noi stessi che lo abitiamo, significa curare la biodiversità, salvaguardare gli ecosistemi, riscoprire per esempio le vecchie varietà di frutta abbandonate, promuovere l’autoproduzione e l’autoconsumo a chilometro zero.

Piantare un albero di noce, come di corniolo o di nocciole o di sorbe o di qualsiasi altra varietà locale, vuol dire anche prendersi cura amorevolmente dell’anima di un luogo, significa recuperare il paesaggio e andare oltre lo sfruttamento industriale delle campagne. Vuol dire restituire significato alla terra, riscoprire il genius loci, cioè i caratteri fondamentali, materiali e immateriali, dei nostri luoghi.

In questa stessa direzione, teniamo particolarmente anche all’organizzazione di passeggiate ecologiche o percorsi ambientali e culturali. Crediamo che per ritrovare la nostra stessa identità sia fondamentale tornare a mettere i piedi nella polvere dei vecchi sentieri che un tempo attraversavano il territorio, immergendoci nella natura.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i nostri migliori auguri per queste prossime festività.

A presto!

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