«Fronte comune contro la discarica, ma diamo un indirizzo al territorio»

Accordo dei sindaci sulla necessità di dare una linea guida al Vastese

| di a cura della redazione
| Categoria: Attualità
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FURCI - Nell’incontro pubblico di ieri di Furci è stata unanime la contrarietà dei sindaci intervenuti nei confronti del progetto della Vallecena srl.
Unanime è stata anche la gratitudine verso primo cittadino furcese, Angelo Marchione, che ha avuto il merito di far convergere gli amministratori di tutti i comuni del Vastese. Una coesione paragonabile a quella contro la petrolizzazione sulla costa abruzzese.

OGNUNO HA LA SUA CROCE – Proprio da questo è partito il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna. «Ogni comune ha la propria croce – ha esordito – Quelli della costa hanno le perforazioni petrolifere. È evidente che c’è un grande interesse dietro nel volere questo impianto a Furci. La regione ci deve dare delle risposte, ma ricordiamo che esistono anche i ricorsi. La via giudiziaria non è da scartare. Davanti a tutti ci sono gli interessi della collettività, la salute delle persone. Trovo strana la posizione della Regione che ha modificato ad hoc la legge a novembre».

IL DESTINO DI UN TERRITORIO – Grande unione, quindi, anche a fronte della diversità territoriale dei comuni presenti ieri. Un aspetto, questo, centrale nell’intervento di Tiziana Magnacca, sindaco di San Salvo: «Alcune scelte così impattanti devono avere la condivisione del territorio. Le conseguenze non sarebbero solo per Furci. Se abbiamo detto no al petrolio non possiamo dire sì ora perché questo progetto caratterizzerebbe un territorio che attualmente ha già la turbogas e altri criticità. Forse avremmo dovuto alzare il polverone già in passato. Stiamo parlando di tecniche arcaiche di smaltimento».
Detto questo, però, il sindaco sansalvese preme sulla necessità di dare una linea al Vastese: «Qual è il destino di questo territorio? Qual è la sua vocazione? Dobbiamo capire la sua vocazione senza cederne la sovranità. Costa e interno sono interdipendenti, per questo non possiamo più pensare a uno sviluppo distinto».

MOBILITAZIONE – Denisso Cupaiolo, primo cittadino di San Buono, ha chiamato alla partecipazione degli stessi sindaci all’incontro che si terrà nella sede regionale di Pescara: «Anche se non possiamo partecipare alla seduta, andiamo tutti quanti sotto la sede della regione il 4 marzo. Anni fa è stata realizzata la turbogas con la motivazione di salvare le industrie e invece le nostre fabbriche stanno chiudendo tutte. Il futuro è l’ambiente».

Dello stesso avviso Nicola Benedetti (di Pollutri): «È importante preservare il territorio e che questo non venga considerato come ultimo pezzo della regione. Bravo Angelo a chiedere a tutti da che parte vogliono stare per non dare più alibi a nessuno. Qualcuno ha fatto credere che qui si possono realizzare discariche a go go».

Agostino Chieffo (vicesindaco di Gissi): «Questo è un territorio che ha già dato: turbogas, Civeta, Laterlite ecc. Rispetto alla vicenda della turbogas l'autorizzazione per questo progetto è regionale, quindi ci sono più margini per operare».

Ernesto Sciascia (Monteodorisio): «Spero che i buoi non siano già scappati dalla stalla. Un altro punto che ci deve far riflettere è la contraddizione riguardo i finanziamenti. Da una parte si elargiscono fondi pubblici per la bonifica dei siti contaminati, dall’altra si favorisce un insediamento simile».

Donato Sabatino (Castelguidone), invece, prende spunto dalle battaglie del comitato nato nel suo comune contro l’eolico: «I cittadini soprattutto devono sostenere questa lotta. Sono battaglie che si possono vincere. I comitati di Castelguidone sono riusciti a fermare per due volte la realizzazione di un parco eolico. Consiglio di vederci più spesso per una programmazione del territorio».

a cura della redazione

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