Golden Lady: ancora una volta umiliati dal ministero

Al tavolo romano assente anche Castano

| di Antonino Dolce
| Categoria: Attualità
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GISSI – È un panettone amaro fatto di sconforto e rabbia quello che il ministero dello Sviluppo economico ha regalato per Natale ai dipendenti della ex Golden Lady di Gissi. L’assemblea di ieri doveva ridare qualche speranza agli oltre 300 dipendenti dell’azienda di Nerino Grassi, invece sembra aver avvicinato ancora di più la parola ‘Fine’ alla lunga vertenza; e non si tratta di una fine lieta.

L’assemblea serviva a fare il punto della situazione dopo l’incontro al ministero dello Sviluppo economico di lunedì. «Il peggior tavolo ministeriale dall’inizio della vicenda» ha detto Giuseppe Rucci (Filctem-Cgil).

Il perché è presto detto: gli invitati hanno disertato l’appuntamento. Non c’era Federico Destro, rappresentante della Golden Lady, per impegni esteri. Non c’erano i curatori fallimentariCunicella e Ballerini – che si stanno occupando della triste fine di New Trade e Silda. Non c’era la Provincia di Chieti, forse perché lo stesso ministero continua a recapitare gli inviti all’ormai ex presidente Enrico Di Giuseppantonio.
Non c’erano – soprattutto – gli imprenditori che avevano mostrato interesse per il sito di Gissi. L’azienda di vernici – reclutata dalla Wollo – si è tirata indietro. La società produttrice di pellet non è più interessata perché «in zona è stato autorizzato un impianto a biomasse incompatibile con la sua attività». La Adrilog non è andata perché «la Wollo – racconta Rucci – l’avrebbe avvisata che l’incontro non ci sarebbe stato». Una desolazione senza pari.

Una desolazione ancor più devastante se si pensa che all’incontro non è andato neanche Giampiero Castano, il capostruttura del ministero dello Sviluppo economico, cioè colui che gli inviti l’ha inoltrati ai protagonisti della vicenda. Insomma, non c’erano gli invitati e non c’era neanche il padrone di casa. Al suo posto era presente una delegata, semplice funzionaria. E pensare che la convocazione era slittata più volte per permettere la partecipazione di tutti.

A Roma sono andati solo i sindacati – Giuseppe Rucci (Cgil), Arnaldo Schioppa (Uil), Franco Zerra (Cisl) – il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo, il dirigente di Confindustria Chieti Fabrizio Citriniti e il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli. Quest’ultimo è parso impreparato a una situazione del genere, non pensava potesse concretizzarsi un’assenza di massa simile.

La doccia gelata ieri mattina si leggeva sui volti degli ex dipendenti arrivati in Val Sinello con un altro spirito. Alcuni sono senza reddito, senza la copertura degli ammortizzatori sociali, da settembre, per altri la mobilità scadrà a breve. Il pensiero torna ai 10.800 euro per operaio che la Golden ha ceduto alla Silda per oltre due milioni e mezzo di euro. Dovevano servire a far partire l'attività: è durata meno di un anno. «Questa è l'unica azienda in Italia che ha cacciato gli operai senza dare incentivi», urla un lavoratore. Oggi quei soldi sarebbero ossigeno per le famiglie, ma anche la vicenda giudiziaria che dovrà accertare se la riconversione è stata una truffa va per le lunghe.

La domanda che ricorre è «A che gioco stanno giocando?». I soldi stanno finendo, la pazienza pure. In Val Sinello nessuno ha più niente da perdere.

Antonino Dolce

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