Manca ormai poco più di un mese alle Elezioni Politiche del 4 marzo del 2018 in Italia, ma il rischio di ingovernabilità , il giorno dopo, non sembra per nulla preoccupare gli operatori sui mercati finanziari a partire dall'azionario.
Titoli di Stato, calma piatta per lo spread Btp-Bund
Per quel che riguarda gli investimenti in Borsa, con aggiornamenti su E-conomy.it, Piazza Affari continua infatti a salire al traino di Wall Street, ed ha nel mirino la quota dei 24 mila punti indice per quel che riguarda il FTSE MIB, l'indice dei titoli ad elevata capitalizzazione.
Poche tensioni, all'avvicinarsi del voto dopo cinque anni di legislatura tra il Governo Letta, quello di Matteo Renzi e, in ultimo, quello del Premier Paolo Gentiloni, si registrano pure per i titoli di Stato italiani a conferma di come gli operatori, nonostante tutto, non temano l'esito del voto del prossimo 4 marzo. Lo spread Btp-Bund, infatti, continua a mantenersi stabilmente e agevolmente al di sotto della soglia dei 150 punti base con la conseguenza che il rischio elettorale ad oggi non è stato per nulla 'prezzato' dal mercato.
Elezioni Politiche del 4 marzo 2018, chi vincerà ?
Stando ai sondaggi, per le Politiche del 4 marzo del 2018 il MoVimento 5 Stelle, con Luigi Di Maio candidato Premier, dovrebbe essere il primo partito ma con voti insufficienti per avere la maggioranza di Governo senza stringere accordi con altre forze politiche. E questo perché i sondaggi danno vincente la coalizione di centrodestra che, a sua volta, potrebbe però non raggiungere quella percentuale del 40% per governare in piena autonomia. Scenari cupi, invece, ad oggi sono previsti per il centrosinistra che alle urne dovrebbe pagare le divisioni con il Partito Democratico di Matteo Renzi da una parte, e Liberi e uguali di Pietro Grasso dall'altra.
Nel caso in cui il centrodestra, pur vincendo, non avesse la maggioranza dei voti per governare, allora l'M5S dovrebbe prendere il controllo della situazione avviando dei colloqui esplorativi che potrebbero portare i grillini ad una alleanza con Liberi e uguali con Pietro Grasso. Ed in ogni caso ricordiamo che a conclusione del voto, così come prevede la Costituzione italiana, senza un partito o una coalizione con la maggioranza per governare la parola passerà al Presidente della Repubblica, ragion per cui non è detto che poi si vada di nuovo a votare. Anzi, trattasi di uno scenario che con ogni probabilità è da escludere al punto che, in tal caso, potrebbe insediarsi il cosiddetto Governo del Presidente designando come Premier una figura di alto profilo che metta d'accordo un po' tutti.
Ricordiamo infine che il 4 marzo del 2018 per le Politiche si eleggeranno 630 deputati e 315 senatori, ma in Lazio ed in Lombardia sarà Election Day in quanto nello stesso giorno si svolgeranno pure le elezioni regionali. Al netto di eventuali ricorsi accolti, i contrassegni elettorali che sono stati ammessi alle elezioni politiche del 4 marzo del 2018 sono in tutto 75.

