Rubavano le offerte di fedeli e visitatori al Santuario di San Michele Arcangelo, quattro i denunciati

Carabinieri di San Buono in azione: sei gli episodi contestati, avvenuti a Liscia tra il 2015 e quest'anno. Furto aggravato in concorso è l'accusa

| di Redazione
| Categoria: Attualità
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Quattro denunce per una serie di furti messi a segno all'interno del Santuario di San Michele Arcangelo a Liscia.

Carabinieri di San Buono, diretti dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Vasto Michele Pecoraro, hanno dato la risposta che i cittadini del posto attendevano.

Dopo meticolose indagini - evidenzia il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto dell'Arma - gli autori dei ripetuti furti perpetrati dal 2015 al 2018 sono stati individuati.

Si tratta di: E.A., 28enne originario di Napoli ma da tempo a GissiS.G., 41enne, M.G., 26 enne, e D.N.A., 32enne, tutti di Gissi.

I militari di San Buono, insospettiti da alcune frequentazioni, avevano rivolto le loro attenzioni investigative sul gruppo di soggetti, già noti per pregiudizi di polizia.

"Con il fondamentale contributo dell’amministrazione parrocchiale - sottolinea Consales -, i Carabinieri hanno pazientemente analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza del Santuario e dei Comuni interessati, che si è rivelato un validissimo ausilio alle investigazioni. Sono stati predisposti servizi di controllo del territorio per verificare non solo le fattezze somatiche degli autori dei furti ma anche dettagli inerenti il loro abbigliamento, risultato perfettamente compatibile. Il gruppo agiva accedendo nel Santuario, forzando la cassetta delle offerte dei fedeli, troncando i lucchetti posti a tutela della cassetta ed impossessandosi del denaro contante, noncuranti delle telecamere poste a tutela di quel luogo religioso, da ritenersi inviolabile per tutti i fedeli di quella Comunità ma non solo".

Complessivamente, sono stati ricostruiti 6 episodi, ora contestati ai 4 autori, i quali dovranno rispondere di furto aggravato in concorso fra loro.

Particolarmente rudimentali ma ugualmente efficaci le modalità di impossessamento del danaro: l’introduzione nella fessura della cassetta delle offerte di un filo metallico cosparso di colla che consentiva alle banconote di rimanere attaccate e conseguentemente essere estratte senza la necessità di dover porre particolari forme di violenza sulle cose. L’amministrazione parrocchiale ha di conseguenza adeguato le cassette delle offerte rendendo non più attuabile il metodo del “filo di metallo con colla”. Il gruppo non si è arreso: per quanto relativamente ridotti gli importi contenuti (si stima una somma complessiva di circa 1.000 euro), nella considerazione che le offerte venivano recuperate con cadenza quotidiana, il bottino costituiva una sorta di “introito certo”, ma era necessario, dopo le contromisure adottate dalla Parrocchia, esercitare effrazione sul piccolo forziere ed anche su un candelabro con scrigno annesso.

All’alba di questa mattina militari della Compagnia di Vasto, unitamene ai colleghi di San Buono, hanno eseguito 4 perquisizioni domiciliari a carico degli indagati delegati dalla Procura della repubblica vastese. Le attività di ricerca, eseguite anche con l’ausilio di unità cinofile antidroga provenienti da Chieti, hanno consentito il rinvenimento di numerosi capi di abbigliamento già immortalati dai sistemi diu videosorveglianza e residui di sostanze stupefacenti.

Due dei soggetti deferiti all’A.G. vastese sono stati inoltre denunciati dai Carabinieri di Gissi per tentato furto in un’abitazione avvenuto nel marzo 2018. Uno di essi si era arrampicato sulla pluviale dello stabile ed era stato immortalato da alcuni operai che stavano eseguendo dei lavori in zona.

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