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L’insostenibile pesantezza dello zero alla roulette

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- “Ma cos'è questo zero? Ecco che proprio adesso quel croupier dai capelli ricci, quello più importante, ha gridato zero, e perché ha rastrellato tutto quel che c'era sulla tavola? Guarda che mucchio di soldi s'è preso! Come mai?”

- “Lo zero, nonna, significa vincita per il banco. Se la pallina va a finire sullo zero, tutto quello che si trova sul tavolo, senza distinzione, appartiene al banco. È vero che alla fine si gioca un colpo in più per dare la rivincita, ma in compenso il banco non paga niente”.

- “Come sarebbe? E io non prendo niente?”

- “No, nonna, ma se lei ha puntato sullo zero e lo zero esce, allora le pagano trentacinque volte la posta”.

Qualcuno l’avrà riconosciuto, è un estratto da ‘Il Giocatore’ di Fedor Dostoevskij, probabilmente l’opera letteraria più famosa a tema gioco d’azzardo e precisamente roulette, nonché uno dei testi che hanno consegnato alla storia della letteratura il proprio autore.

In questo passaggio in particolare ha fatto già la sua apparizione la nonna, una donna russa molto risoluta su cui tutti gli altri personaggi orbitano per mero interesse, essendo l’anziana particolarmente ricca. Così arrivati al casinò questa si sofferma ai tavoli verdi della roulette, un gioco che non conosce affatto, e fa conoscenza con lo zero. Questo numero la affascina a tal punto che deciderà di scommetterci ripetutamente, prima con successo, poi fino al baratro delle sue fortune.

Al di là di tutto quel passaggio in cui Aleksej Ivànovic (il protagonista) spiega alla nonna la natura dello zero è la sintesi perfetta di cosa rappresenta quel tassello: il vantaggio del banco. Certo, lo zero paga 35 volte la posta giocata, a buon diritto è il più alto moltiplicatore del gioco. Nonostante questo per ogni turno di gioco c’è solo una possibilità che questo esca, una percentuale del 2,72%.

Proprio quella piccola percentuale rappresenta la ragione per cui il banco vincerà inesorabilmente, a differenza del giocatore che alla lunga non può che perdere.

Nella roulette francese ci sono 36 numeri (18 neri e 18 rossi, 18 pari e 18 dispari) più lo zero verde. Le giocate basiche della roulette sono le puntate sui colori o su pari e dispari, giocate che pagano 1:1 ovvero il raddoppio della posta. Con questa giocata però le probabilità di vittoria non sono al 50% ma al 48,64%, il banco invece gioca con una probabilità del 51,36%.

A questo punto interviene la legge dei grandi numeri secondo la quale una probabilità teorica si avvicina alla statistica reale con l’aumentare delle prove. Se tiriamo la pallina 10 volte puntando sul nero potremmo vincere tutte le volte, ma se lo facciamo per 100 mila volte è molto probabile che il banco farà valere il suo vantaggio teorico.

Perché il verde (o lo zero) è a favore del banco? Perché nel caso la sfera finisca proprio lì e nessuno abbia puntato sullo zero tutte le puntate vengono congelate con la regola ‘en prison’: le puntate vengono portate dal croupier nell’area delle giocate semplici e da lì il giocatore può riprendersi metà delle fiche (sfruttando la regola del ‘partage’) oppure attendere un nuovo tiro. Se esce una combinazione vincente il giocatore recuperare la sua puntata ma il banco non deve pagargli nulla, se esce ancora verde le fiches restano in prigione e si ripete la stessa situazione. Se il verde esce per la terza volta consecutiva tutti perdono e il banco incassa.

Ovviamente ogni tavolo si regola un po’ come preferisce. Alcune roulette francesi non offrono la possibilità della partage, ci sono invece roulette americane che lo concedono nonostante quel tipo di ruota (con doppio zero e quindi doppio rischio) tradizionalmente preveda che pallina sul verde significa vittoria del banco. Insomma oggi esistono nuove formule che cercano di portare anche delle innovazioni al gioco, dei nuovi stimoli. Il web in tal senso è foriero di novità legate soprattutto all’utilizzo nuovo di zero e doppio zero, in certi casi (come questo) il gioco si lega addirittura a jackpot riprendendo il modello di molte slot machine. L’ibridazione di questi tipi di gioco fa parte degli orizzonti in esplorazione e potenzialmente infiniti del gambling online. 

La morale delle favola quindi, se una morale ci deve essere, è che il gioco della roulette non premia i giocatori che insistono troppo. La cara nonna de Il Giocatore quella sera al casinò giocò diverse volte sullo zero e fu toccata da una sorte enormemente benevola, diciamo pure anti-statistica, ma a lungo andare perse la maggior parte dei suoi averi non riuscendo a comprendere la lezione più grande per chi si approssima alla ruota girevole: se si ha abbastanza fortuna da vincere una buona somma, quello è il momento buono per alzarsi dal tavolo.  

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