LE TELECAMERE NON BASTANO A CONTROLLARE

L’editoriale di Ods

| di Orazio Di Stefano
| Categoria: Attualità
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Qualche notte fa sono stati incendiati  i giochi per bambini alla Villa comunale. I vigili hanno sbobinato le immagini delle telecamere, che il sindaco ha raccolto e consegnato ai carabinieri, affermando che sarebbero stati individuati i responsabili. Si tratterebbe di minori.

Qualche giorno fa un ragazzo di quindici anni è stato aggredito in pieno centro. La mamma ha presentato un esposto – denuncia ai carabinieri, predisposto da un avvocato, in cui si afferma che i responsabili dell’ aggressione sarebbero dei minori.

Qualche mese fa, io stesso ho chiesto, con un mio editoriale, all’ assessore delegato alla Polizia locale di rafforzare le pattuglie di vigili in centro, perché avevo personalmente assistito ad una scorazzata veloce con una di bici-moto moderne, guidata da un minorenne, che stava investendo due miei amici piuttosto anziani.

Se il primo cittadino ed una mamma coraggio, per gravi fatti di cronaca, devono rivolgersi ai carabinieri e se un giornalista deve invitare il responsabile politico della Polizia locale a disporre maggiori controlli in centro, vuol dire che si stanno commettendo abusi e reati, i quali avvengono in danno delle categorie sociali più deboli (i bambini a cui hanno incendiato i giochini; un quindicenne che è stato aggredito; due anziani che stavano per essere investiti). Peraltro si tratta di abusi e reati vengono commessi da una categoria che pure è tecnicamente debole (i minorenni, che difatti il codice penale tratta in modo diverso rispetto a noi maggiorenni)

Perché taluni deboli (i minorenni aggressori) se la prendono con altri deboli (bambini, ragazzini loro coetanei ed anziani)? Probabilmente perché vogliono sembrare più forti e grandi di quello che sono oppure perché vogliono richiamare attenzione su loro stessi, o anche perché pensano di inserirsi nel contesto sociale “dei grandi” come soggetti forti che incutono timore e, per questo, se ne fregano della legge e delle regole sociali. Ma più che di forti, si tratta di deboli adolescenti, poco seguiti, che vengono lasciati dialogare solo nel gruppo dei pari, dove essi si creano regole proprie, spesso alternative alle nostre.

Invero, con questi gesti eclatanti ci stanno chiedendo aiuto. Non sappiamo quale aiuto arriverà dall’ Ordine costituito. Per quanto l’ Ordinamento per i minori non sia uguale al nostro, è certo che Procura e Tribunali minorili  prenderanno provvedimenti. Probabile messa in prova, anche se c’è chi chiede punizioni esemplari ed anche condanne in sede civile per i genitori, per il risarcimento dei danni causati. Tuttavia il problema costituito dai minori fuori controllo non può essere risolto dalla Giustizia, che, una volta formalmente invocata dal sindaco o dalla madre coraggio, farà il suo corso.

E soprattutto non può essere affidato alle telecamere, che mentre noi dormiamo a notte fonda vengono incaricate di vedere che fanno i nostri figli. Certo, se sappiamo chi sono i responsabili è grazie alle telecamere, ma esse non bastano: per quel che mi riguarda, mia figlia, fino a che è stata minorenne, doveva rincasare prima della mezzanotte.

Il problema va affrontato con il controllo, anzi con i controlli. Io ne individuo almeno tre: primo, il controllo familiare, che deve porsi il problema di dove vanno e cosa fanno i minorenni quando escono, soprattutto di notte; secondo, il controllo di polizia (purtroppo abbiamo solo due- tre vigili che conoscono il tessuti sociale e connettivo locale, in grado di individuare i  ragazzini ed avvisare le famiglie alle prime avvisaglie);  terzo, il controllo sociale affidato ad Agenzie educative (Servizi sociali, scuole e parrocchie ed attori sociali importanti, cosiddetti punti di riferimento). Quest’ ultimo controllo, che ho elencato per ultimo, in realtà è il più importante tra i tre. Infatti, il controllo sociale (sui minori che fanno i forti coi deboli) può stimolare o rafforzare il controllo famigliare e rendere superfluo i provvedimenti di polizia, che diventano necessari in presenza di abusi e reati.

Credo che il decisore politico debba porsi seriamente questo problema, partendo da quanti sono i minorenni in Città e quanti sono quelli fuori controlli, istituendo un tavolo con famiglie, scuole, forze dell’ ordine, parrocchie, associazioni e ragazzi. Siamo una comunità, che quando c’è un problema deve imparare ad affrontarlo, senza girarsi dall’ altra parte: parliamone assieme e vediamo seriamente cosa fare.

Orazio Di Stefano

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