La 'Biblioteca popolare' di Torrebruna simbolo di 'resistenza culturale' nei centri colpiti dallo spopolamento

L'impegno di alcuni ragazzi nel valorizzare il proprio comune

| di Antonino Dolce
| Categoria: Cultura
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A Torrebruna i ragazzi di un'associazione locale (il CAT) decidono di metter su una biblioteca partendo da zero e chiedendo la collaborazione dei cittadini. Dopo pochi mesi sono centinaia i libri sugli scaffali della neonata biblioteca a fronte di una spesa irrisoria.

Un esempio e - magari - un invito a investire sulla cultura e a migliorare dal basso le condizioni di vita di chi resta nei piccoli comuni dell'entroterra flagellati dallo spopolamento.

Di seguito l'intervista de iltrigno.net a Denise Marianacci, neopresidente dell'associazione e una delle promotrici dell'iniziativa.

 

A Torrebruna è assente una biblioteca comunale, da quale esigenza nasce un'iniziativa simile?
L'iniziativa della ‘biblioteca popolare del CAT’ nasce innanzitutto dalla volontà della nostra associazione (il CAT - Collettivo d'Azione Territoriale di Torrebruna) di ampliare il più possibile l'offerta formativa e culturale di un paese piccolo come il nostro. Sai benissimo che, molto spesso, i centri piccoli vivono mesi di totale ‘letargo culturale’. Mi spiego: il mese d'agosto, per esempio, a Torrebruna si organizzano tante attività: feste, giochi, iniziative di vario genere. Nei restanti 11 mesi (vuoi per lo spopolamento sempre più evidente, vuoi per la mancanza di fondi, vuoi per una sorta di mancanza di spirito associativo e collaborativo) le giornate scorrono nella più totale inedia. La Biblioteca nasce, dunque, non solo con l'obiettivo di diffondere la buona pratica della lettura, ma anche e soprattutto per creare uno spazio di aggregazione, un luogo per incontrarsi e discutere (di qualsiasi cosa).

Per approntare una biblioteca sono necessari un locale e – soprattutto – i libri. Dove avete allestito la biblioteca? E qual è l'idea alla base per aggirare i costi di acquisto di libri?
La Biblioteca è stata allestita presso la sede del CAT, una casetta che abbiamo affittato (a un prezzo abbastanza modesto e onesto) nella zona ‘storica’ del paese (è un po' fuori mano, ma non abbiamo trovato di meglio e soprattutto di altrettanto poco costoso).

Avete affrontato delle spese per l'allestimento della biblioteca?
Allestire la Biblioteca ha comportato, naturalmente, l'acquisto del materiale necessario per istallare mensole e qualche lavoretto di manutenzione alla sede (tinteggiare le pareti, ripulire e verniciare gli infissi, cambiare i battiscopa ecc.). Per le scrivanie e i tavoli abbiamo cercato di recuperare un po' di mobilio qua e là, mentre il Comune ci ha messo a disposizione una vecchia lavagna (delle scuole medie ormai chiuse da anni).

L'amministrazione comunale vi ha appoggiato nell'iniziativa? Anche economicamente?
All'amministrazione comunale non è dispiaciuta l'iniziativa, ma non ha contribuito economicamente alla realizzazione del progetto. Anzi, per dirla tutta avevamo chiesto all'amministrazione di mettere a disposizione della nostra biblioteca dei volumi che possiede il nostro Comune, ma non abbiamo ottenuto risposte, quindi siamo andati avanti da soli.

La formula alla base dell'iniziativa ha riscosso successo? I vostri concittadini si fidano a 'cedere' – seppur in prestito – i propri volumi?
In effetti, il progetto è nato con l'intenzione di condividere i propri libri con altre persone interessati a leggerli (soprattutto perché soldi per acquistarne di nuovi non ce ne sono). Pian piano, tante persone di Torrebruna, venute a conoscenza del progetto della Biblioteca, hanno messo volentieri a disposizione tutti quei libri che, magari, tenevano in soffitta, o che, comunque, occupavano spazio dentro casa senza che nessuno li leggesse.

A quanti titoli siete arrivati? C'è qualcuno che ha donato definitivamente qualche titolo?
Così, un passo alla volta, siamo arrivati alla considerevole cifra di circa 600 volumi. Specificando che abbiamo creato un registro dei donatori (per cui ciascun donatore, può, qualora lo voglia, richiedere il suo libro), la maggior parte di loro ha espresso la volontà di cedere quei libri alla Biblioteca, almeno finché esisterà il progetto Biblioteca.

C'è un genere predominante nella biblioteca?
Non c'è un genere predominante, ma la maggior parte dei testi sono romanzi. Poi c'è una modesta sezione di letteratura per bambini e ragazzi, circa 200 titoli di saggistica (di tutti i tipi: dalla religione, alla scienza, dalla filosofia alla sociologia), un piccolo spazio dedicato alla poesia, nonché alla raccolta di tutti i numeri del nostro giornalino Alchermes che dal 2006, pubblichiamo periodicamente a Torrebruna.

L'iniziativa come è stata accolta in paese? Qual è il bilancio di questi primi mesi? A quanti prestiti siete arrivati?
La risposta della popolazione è stata buona. Dall'apertura della Biblioteca ad aprile fino a Natale sono stati registrati un centinaio di prestiti. Un numero che potrebbe sembrare modesto, ma non se si considera che Torrebruna è un paese di circa 800 persone (compresa la frazione di Guardiabruna e escludendo i residenti che per motivi di studio o di lavoro non sono presenti in paese).

C'è un lettore-tipo o gli utenti della biblioteca sono abbastanza diversificati?
L'utenza è abbastanza diversificata, ma sono soprattutto i bambini e i ragazzi delle scuole superiori a usufruire più assiduamente del nostro servizio prestiti. Inoltre, abbiamo allestito anche qualche posto per la lettura ‘in sede’ e nei mesi caldi sono loro che si trattengono più volentieri presso gli spazi della Biblioteca per leggere qualcosa o per scambiare due chiacchiere. D'inverno è problematico perché l'unica fonte di calore è il camino, insomma è un po' freddino, ma speriamo di poter rimediare in qualche modo al più presto a questo disagio.

Nella gestione della biblioteca (apertura ecc.) avete difficoltà o c'è collaborazione e suddivisione dei compiti?
La gestione della biblioteca è, per adesso, affidata a me e a un altro ragazzo quando torna. Quando non ci sono io, cerco di trovare qualcuno che possa sostituirmi. Purtroppo la maggioranza degli iscritti alla nostra associazione non vive a Torrebruna stabilmente (per motivi di studio o di lavoro)... comunque, siamo sempre alla ricerca di qualche ‘volontario’ che possa mettere  a disposizione un po' del suo tempo per darci una mano a gestire il servizio prestiti. Si tratta di circa 3 ore a settimana perché siamo aperti il lunedì sera dalle 21 alle 22 (per permetttere anche a chi lavora di usufruire del servizio prestiti) e il mercoledì pomeriggio dalle ore 16 alle ore 18. La domenica apriamo su richiesta, basta contattarci su Facebook o telefonicamente.

Per credere e portare avanti un'iniziativa del genere bisogna sicuramente essere amanti dei libri. Pensate che con la proliferazione di dispositivi elettronici per la lettura di ebook le biblioteche siano destinate a diventare luoghi obsoleti? A Torrebruna, al di là del prestito, la vostra biblioteca è vissuta anche come luogo d'incontro e scambio culturale?
Io credo che per gli amanti della lettura, solo il libro ‘di carta’ riesca a evocare quel sano piacere della lettura fatto dallo sfogliare, dall'annusare le pagine e da tante altre piccole particolarità che l'elettronica difficilmente riesce a riprodurre (senza nulla togliere all'ebook che permette di immagazzinare centinaia di titoli in un solo apparecchietto portatile). A ogni modo, come già dicevo, la nostra biblioteca nasce anche dalla volontà di creare un luogo di aggregazione alternativo al solito bar o al solito campo di pallone, senza nulla togliere al campo sportivo o al bar, per carità...


Nel Vastese diversi paesi hanno la fortuna di possedere una biblioteca comunale. Spesso è un luogo semi-abbandonato dove i libri raccolgono polvere. Voi che non l'avete che messaggio lanciate a quelle amministrazioni (che in molti casi devono far quadrare il bilancio) e a quei giovani? Vale ancora la pena investire le già esigue risorse comunali nella cultura e nella salvaguardia di luoghi simili?Investire sulla cultura equivale a investire sul futuro. Finché le amministrazioni dei piccoli centri non capiscono che creare buone condizioni per una migliore qualità della vita significa scongiurare il processo di spopolamento, che inesorabilmente sta flagellando le nostre zone, le cose difficilmente miglioreranno. Avere una piccola biblioteca, un piccolo centro ricreativo, avere nei limiti del possibile qualche servizio per ‘chi rimane’ è fondamentale.

Antonino Dolce

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