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La Regione ignora le sentenze del Tribunale e fa pagare i disabili, denuncia di Asperger Abruzzo

Il caso di una famiglia di Vasto con un figlio minore autistico

redazione
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Riceviamo e pubblichiamo da Maria Helene Benedetti, presidente dell'Associazione Asperger Abruzzo.

C’è una famiglia di Vasto con un figlio minore autistico che ha ottenuto tramite ricorso in Tribunale il riconoscimento dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992 con indennità di accompagnamento grazie al supporto di Asperger Abruzzo.

Un diritto sancito da un Giudice della Repubblica, attraverso un decreto di omologa e una relazione medico-legale di CTU.

Quella documentazione è titolo pienamente valido ed è accettata ovunque: dagli enti scolastici al Provveditorato, dalle pubbliche amministrazioni alle ASL, per l’accesso a benefici e tutele previste dalla legge. Ovunque. Tranne che in Regione Abruzzo.

In Abruzzo, infatti, il riconoscimento dell’articolo 3, comma 3 con accompagnamento consente l’esenzione dal pagamento del bollo auto per un veicolo del nucleo familiare. La famiglia si rivolge agli uffici competenti, ma si sente rispondere che senza verbale INPS l’esenzione non può essere concessa.

Un’affermazione che ignora un fatto elementare: quando un diritto viene riconosciuto per via giudiziaria, l’INPS non rilascia alcun verbale, perché il titolo valido è proprio la sentenza del Tribunale, accompagnata dalla relazione di CTU. Un meccanismo noto e applicato quotidianamente da tutte le pubbliche amministrazioni.

Nonostante le spiegazioni e la documentazione prodotta, l’Ufficio Tributi della Regione Abruzzo ha rifiutato di istruire la pratica, trattando l’omologa del Tribunale come se fosse carta priva di valore.

L’Associazione Asperger Abruzzo ha scritto formalmente all’Ufficio Tributi regionale già il 27 gennaio, segnalando l’illegittimità della richiesta del verbale INPS e il diritto della famiglia all’esenzione. Nessuna risposta.

Con il bollo in scadenza e nessun interlocutore, la famiglia – sfinita – è stata costretta a una scelta assurda: pagare un tributo che non deve, pur di evitare sanzioni.

Nel tentativo di sbloccare la situazione, l’Associazione ha provato a contattare anche l’assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, utilizzando l’indirizzo email istituzionale pubblicato sul sito ufficiale della Regione Abruzzo. Le comunicazioni, però, non risultano recapitate, rendendo di fatto impossibile un confronto diretto con l’istituzione.

Il quadro che emerge è grave: una sentenza del Tribunale ignorata, un diritto negato, una famiglia costretta a pagare il non dovuto e una Regione che non risponde.

L’Associazione Asperger Abruzzo vorrebbe evitare, ancora una volta, di dover rimettere mano al megafono e tornare sotto la sede della Regione per ottenere ciò che dovrebbe essere automatico: il rispetto di una sentenza del Tribunale. Vorremmo evitare di doverci battere anche per il rimborso di un bollo pagato indebitamente, solo perché una famiglia è stata lasciata sola davanti a un muro burocratico. 

In realtà abbiamo cercato di evitare figuracce mediatiche, ma la Regione Abruzzo non risponde, e quindi non troviamo altro modo di contatto, se non i giornali.

E vorremmo soprattutto una cosa chiara e definitiva: la garanzia che nessun’altra famiglia abruzzese, con un figlio minore con disabilità grave, titolare di articolo 3, comma 3 con accompagnamento riconosciuto in Tribunale, venga mai più costretta a pagare ciò che non le spetta.

Perché è bene dirlo senza ambiguità, e dirlo a tutte le famiglie: 

in Abruzzo, alle famiglie con articolo 3, comma 3 con accompagnamento non spetta pagare un bollo auto, anche quando il diritto è stato riconosciuto con sentenza del Tribunale, tramite omologa del Giudice e relazione di CTU.

Se la Regione Abruzzo continuerà a far finta di non saperlo, qualcuno sarà costretto a ricordarglielo.
Di nuovo. Ad alta voce. Come sempre.


 
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