LE VECCHIE FONTI DI SAN SALVO

Il bel ricordo di Francesco Raspa

| di Francesco Raspa
| Categoria: Attualità
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Prima della realizzazione dell'acquedotto del "Verde", avvenuta intorno al 1959, l'approvvigionamento idrico di S.Salvo avveniva prevalentemente tramite alcune fontane, alimentate da sorgenti proprie. In paese o nelle immediate vicinanze se ne contavano almeno quattro, ed erano dislocate equamente nel territorio, in modo tale da poter essere utilizzate con minor disagio possibile, dall'intera popolazione.

La più importante, per capacità e posizione, è la "Fontana Vecchia", sita nello slargo dell'omonimo quartiere, che sgorgava e sgorga tuttora, un copioso flusso d'acqua, all'epoca utilissima per il rifornimento domestico e l'abbeveraggio degli animali. Oggi viene usata solo marginalmente. Un'analoga fontana, dimensionalmente più piccola, indicata come "Fontana Nuova", si trova in Via del mare, in corrispondenza dell'incrocio con Via Cavour che porta al Rione Istonio; questa, risulta oggi, quasi inutilizzata e trascurata com'è evidenziata dalla presenza di alghe e vegetazione. Mentre, una terza fonte della stessa fattura, inesistente da tempo, era chiamata "Fonte S.Antonio", da cui deriva tuttora il nome della zona, ed era situata nell'area dove attualmente si trova il bocciodromo comunale.

Rimane da segnalare, inoltre, un'ultima fonte, anch'essa chiusa, indicata come "la peschiera", diversa dalle altre, poiché l'acqua fuoriusciva da una breccia di un antico muretto che convogliava direttamente in una vasca contigua, sempre in muratura. La peschiera, di proprietà privata, si trovava in località "Liquirizia" e beneficiava i suoi proprietari con una buona risorsa idrica. Comunque sia, l'uso di queste fonti risultavano insufficienti e scomode per la distanza che le separavano dalle abitazioni, per cui in centro esistevano alcuni pozzi negli atri dei palazzi più importanti e nei cortili delle case periferiche, dove generalmente era consentito attingere acqua.

Era uso comune, altresì, fare scorta d'acqua nelle case in apposite giare chiamate "Le Minare". Si potevano anche effettuare piccoli prelievi da alcune fontanelle, poste nelle vie principali che erano alimentate dall'allora scarso acquedotto "Sinello". Ricordo bene la presenza di due di queste nei due quartieri opposti: una a "Lu quart'ammante", posta in una nicchia del muraglione all'angolo di Via Savoia e l'altra collocata a "Lu quart'abballe" in prossimità del "Calvario". Nota: sullo sfondo della foto in bianco e nero, è visibile un contadino che sta riempiendo dalla "Fontana Vecchia" una botte sopra a "lu trajene".

 

 

 

Francesco Raspa

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