LO SCONTRO CONTE RENZI ?

È la repubblica parlamentare, bellezza.

| di Orazio Di Stefano
| Categoria: Attualità
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Era ovvio che Renzi avrebbe portato a termine il suo proposito di mettere in crisi il Conte 2, cosa che è accaduta qualche ora fa con la trasmissione al presidente Conte delle lettere di dimissioni dal Governo di Bellanova, Bonetti e Scalfarotto.

Non è ancora chiaro cosa succederà: la crisi politica c' è, come nella conferenza stampa di oggi Italia viva ha fatto capire. Ma essa  non è ancora formale, perché Conte potrebbe sostituire le ministre ed il sottosegretario, come fece Andreotti nel '90 allorquando, di ministri, ne sostituì 5 (la sinistra Dc protestava contro la legge Mammi, ritenendola un favore di Craxi a Berlusconi). Va detto che Andreotti se l' è potuto permettere perché aveva comunque la maggioranza in Parlamento. 

Conte ce l' ha adesso una maggioranza ? Potrebbe averla se perdendo i voti dei renziani ne trovasse altri tra i cosiddetti "responsabili". E si andrebbe avanti con quello che lo stesso Renzi ha chiamato il Governo Conte- Mastella ossia un Conte 2 bis. 

Potrebbe non averla più una maggioranza Conte e quindi si aprirebbero vari scenari:

1) Conte ter giallorosso ed autorevole, ma con dentro i leader di Pd e Iv;

2) Governo istituzionale guidato da una personalità dello Stato, incaricata di portarci alle elezioni nella tarda primavera;

3) Governo sempre giallorosso, ma guidato da un altro politico: Di Maio, Patuanelli; Franceschini... 

I prossimi giorni noi appassionati di politica li passeremo ad esaminare questi tre scenari con tre distinte tifoserie:

La prima dirà: il Governo Conte è fallito e si vada al voto  (sarà quella maggioritaria, perché comprenderà gli elettori di destra che hanno il favore dei sondaggi e quelli di sinistra che vogliono far sparire Renzi);

La seconda dirà: non è serio fare una crisi durante la pandemia e se la prenderà con Renzi (sarà composta sostanzialmente dagli elettori del Pd e di 5 Stelle);

La terza dira: Renzi ha fatto bene, perché Conte si è alquanto montato la testa. 

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A sto punto, prima che il mio commentatore preferito, compagno Franco Rongoni, mi dica: e tu che pensi? Rispondo che

Renzi non è il primo che ha messo in crisi un Governo in Italia e né sarà l' ultimo... purtroppo. Prima di lui l' hanno fatto:

Bossi nel 96, 

Bertinotti nel 98,

Follini nel 2005, 

Mastella nel 2008,

Fini nel 2010. 

Forse qualcuno ne dimentico e mi fermo agli ultimi 25 anni... se volessi fare l' elenco dal dopoguerra non finirei più. 

Questa è la repubblica parlamentare, bellezza. 

Se non vigliamo queste continue instabilità politiche, c' è un solo modo: repubblica presidenziale (non semipresidenziale !). 

Alla mia amica renziana, Silvia Di Virgilio, ho scritto in privato e lo confermo in pubblico: Renzi ha avuto ragione a contestare, perchè Conte, dopo essere stato troppo democratico con Salvini e Di Maio nel Governo gialloverde, è diventato poco democratico in quest' ultimo Governo, come si è visto e lo hanno detto e scritto anche alcuni notabili del Pd. 

Tuttavia Renzi l' ho sentito incerto sulla prospettiva. Ma del resto incertio lo siamo tutti, meno Salvini e Meloni, che capitalizzeranno elettoralmente questa divisione a sinistra... esattamente come il Pd ha capitalizzato la divisione della destra a Chieti (tanto per fare un esempio caro a Gianni Cordisco).

È la repubblica parlamentare, bellezza.

Orazio Di Stefano

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