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IL PASSATO E IL FUTURO

CHIARAMENTE EMERSI NEI DUE COMIZI DI CHIUSURA

Redazione
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Ieri sera a sostegno della De Nicolis ha parlato Eugenio Spadano, che è diventato consigliere comunale di San Salvo nel giugno del 1982, cioè 40 anni fa, praticamente prima che nascessero Fabio Travaglini, Michela Torricella ed Emanuela Tascone, che hanno parlato nel comizio successivo. E ancora: Eugenio Spadano ha partecipato al suo primo Consiglio comunale il 3 di luglio del 1982 ovvero quando gli altri tre che hanno parlato nel comizio successivo erano minorenni: Mimmo Di Nardo aveva diciassette anni, Marika Bolognese e Gabriella D' Angelo sei e Fabio Raspa quattro.

Tiziana Magnacca e la stessa Emanuela De Nicolis, che hanno parlato insieme a Spadano, non hanno fatto altro che attaccare gli avversari e paventare ritorni al passato, mentre parlavano del (loro) passato. Non hanno detto una parola (una) sul futuro!

Non si è capito poi perché se le liste della destra sono state quattro a parlare siano stati solo tre promotori (i suddetti Spadano, Magnacca e De Nicolis) e non anche Giancarlo Lippis, promotore della quarta lista.  Non è forse questa la vecchia competitiva politica, dove uno vale uno (Lippis), uno vale sei (Magnacca) e uno non si sa se vale due (Spadano, che ha fatto un comunicato ufficiale per dire che è il primo degli eletti della propria lista)? Per capire quale sarà, eventualmente, la loro squadra di Governo dovremo aspettare il voto, l’analisi del voto, le riunioni notturne, i post minacciosi, i recuperi successivi, gli sfoghi davanti ai bar e gli abbandoni dei delusi, che abbiamo visto in questi mesi ed in questi giorni.

Tutto il contrario della coalizione di Travaglini, che la vera e nuova politica del futuro l’ha dimostrata concretamente, dicendo fin da subito da chi sarà affiancato, grazie alla grande generosità di chi ha avuto molti voti e li vuole mettere a servizio dei giovani, come sarebbe giusto che facessero le persone di esperienza.

Il futuro si è visto (anzi si è sentito) nel comizio di Fabio Travaglini, che ha parlato esclusivamente del futuro e di ciò che farà, con programmazione ed inclusione, con umiltà e rispetto. A pensarci bene un riferimento al passato l’ha fatto: il suo, quello di un giovane diciassettenne colpito dalla malattia del secolo, di cui si è tanto parlato in questi giorni. Una malattia che Fabio è riuscito a superare con l’affetto della famiglia e degli amici. Ed è per questo che ha proposto il registro dei tumori: vuole che la comunità locale sostenga chi ne è colpito: purtroppo ad esserne colpiti sono tutte le nostre famiglie.

Il futuro si è visto nella forza propositiva e nell’ottimismo di Marika Bolognese, con un diverso approccio verso le fragilità, nascoste sotto il tappeto per troppo tempo, e certa che “il cambiamento è già iniziato”.

Il futuro si è visto nell’emozione di Mimmo Di Nardo e nella grinta gioiosa di Gabriella D’ Angelo, che credono ancora nei valori trasmessi loro dai rispettivi padri e li vorrebbero rappresentare in Consiglio.

Il futuro si è visto nella pacatezza di Michela Torricella, giovane mamma, decisa a lavorare per una città a misura di bambino, con spazi verdi e scuole adeguate. 

Il futuro si è visto nell’appello ai moderati di Fabio Raspa, che ha vissuto sulla sua pelle cosa voglia dire stare con gli uscenti.

Il futuro si è visto nella passione e nella pulizia di Emanuela Tascone, che ha fatto comprendere di quanta personalità e carattere siano capaci questi giovani.

Ps ove si ritenga questo articolo sbilanciato a sinistra, è consigliata la visione dei comizi: vedere per credere 

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