Domenica 7 aprile il nuovo appuntamento con i 'Colloqui di storia ecclesiastica' a Celenza

Nella terza conferenza: 'Martiri e martirio nel Cristianesimo antico'

| di a cura della redazione
| Categoria: Cultura
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CELENZA SUL TRIGNO - A Celenza sul Trigno, domenica 7 aprile, alle ore 17.30, presso il santuario di San Donato, organizzata dalla Parrocchia Santa Maria Assunta, il prof. Sergio Tanzanella terrà la terza  conferenza del ciclo Colloqui di storia ecclesiastica, avente per titolo Martiri e martirio nel Cristianesimo antico.

Nella terza conferenza in preparazione alla grande festa di agosto in onore del Patrono San Donato, il nuovo parroco di Celenza, prof. don Erminio Gallo, ha ritenuto cosa necessaria e importante aiutare i fedeli a riflettere sulla realtà del martirio che è una vera e propria testimonianza pubblica della fede in Dio e in Gesù Cristo data da uomini e donne. Questa  testimonianza giunge fino alla morte violenta e che, a partire da una certa epoca, viene designata con il termine riassuntivo di «martirio», ed è per noi credenti cristiani importante conoscere e divulgare, onde rinsaldare e valorizzare a pieno la nostra fede.

Sia ben chiaro che i martiri non hanno scelto direttamente la morte, ma un modo di vivere, quello stesso di Gesù, come Paolo suggerisce: «Noi portiamo sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo» (2Cor 4,10). Infatti, l’Apocalisse descrive la moltitudine di «quelli che vengono dalla grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello» (Ap 7,14), come coloro «che hanno vinto l’Accusatore grazie al sangue dell’Agnello e alla parola del loro martirio (ho lógos tês martýrias autôn)» (Ap 12,11).

Ogni buon cristiano, affinché la memoria di Cristo risulti autentica ed efficace, deve sapere che c’è anche la possibilità di dover bere il calice della morte violenta, come Gesù aveva preannunciato a Giacomo e Giovanni (cf. Mc 10,38). Il martirio non è mai un progetto per cui tramare, non è neppure un progetto di santificazione propria, ma è un puro dono di Dio in Gesù Cristo. Sempre vale la pena di vivere e di morire per Gesù, e il martirio è l’atto per eccellenza attraverso cui il cristiano depone la sua vita per Cristo, è l’evento puntuale attraverso cui testimonia che egli appartiene solo al suo Signore, che l’amore di lui e per lui vale più della vita (cf. Sal 63,4). Sì, come Ignazio di Antiochia, lettera ai Romani IV,3; V,3,.nel suo cammino verso il martirio scriveva “Allora sarò veramente discepolo del Signore, quando il mondo non vedrà più il mio corpo, perché nel martirio comincerò ad essere suo autentico discepolo”.

Il relatore sarà, come al solito Sergio Tanzarella, apprezzato e facondo conferenziere, che è professore ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale e Direttore dell'Istituto di Storia del Cristianesimo. Il prof. Sergio è stato anche in altra occasione in Diocesi, e precisamente in Agnone dove ha parlato del futuro e della condizione della vita religiosa femminile, allorquando ha presentato “Osare la speranza. La liberazione viene dal Sud”, volume scritto insieme a Suor Rita Giaretta,, “Edizioni Il pozzo di Giacobbe, 2012″, nel quale si tratteggia il difficile ruolo della suora in zone distrutte a livello ambientale e come la Campania, sfigurata da camorra e da una mentalità camorristica diffusa che pervade tutta la società.

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