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Nel ricordo di Emilio Di Cola: "Grazie di cuore per il dono della tua vita"

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Te ne sei andato così, in silenzio, in una domenica calda e soleggiata d’estate, nell’ospedale di Pescara, la città più grande del tuo amato Abruzzo.

È stata una notizia così, improvvisa, che ha sconvolto ed intristito l’intero comprensorio. Perché eri molto conosciuto e molto apprezzato per le tue doti umane e professionali. Perché sei sempre stato un vero combattente.

Nella politica, nel sindacato, nella vita in generale. Ma sempre onesto, diretto, schietto e leale, con gli amici e con gli avversari.

Sicuramente qualcuno di molto importante ti voleva accanto a sé lassù, anche se a noi sembra che te ne sia andato troppo presto.

La tua umanità, la tua dedizione, la tua abnegazione e sempre la voglia di confrontarsi con gli altri, anche quando le tue idee non collimavano con quelle altrui.

La tua famiglia, la Juve, la Cgil, la politica, erano le tue grandi passioni.

Eri sempre tra le persone fisicamente o al telefono per rispondere alle tante criticità lavorative del territorio. Nella sofferenza della malattia che ti ha colpito duramente e messo alla prova in maniera fortissima, sei stato sempre un leone, un simbolo della forza, del coraggio, della lotta e della resilienza.

In un messaggio in uno dei tuoi ultimi giorni terreni hai scritto un biglietto alla tua carissima moglie Maria Pia dove dicevi che non eri pronto per morire.

Neanche noi, Emi, eravamo pronti per la tua morte.

Essa è arrivata troppo presto, con troppo dolore e troppa sofferenza nei tuoi confronti e nei confronti dei tuoi cari.

Ma la tua vita terrena non è stata vana. Hai fatto del bene e hai donato umanità e serenità a tantissime persone.

E Dio che chiama accanto a sé le persone più belle, con disegni a volte imprevedibili ed indecifrabili a noi esseri umani, sicuramente ne terrà conto nella prossima vita. Un forte e grande abbraccio Emi.

Sono sicuro che ci rivedremo e ci riabbracceremo parlando di calcio, sindacato, politica e di vita.

Quella che oggi pensiamo sia stata sconfitta dalla morte. Ma così non è.

Fino alla fine è stato il motto della tua squadra del cuore. E tu fino alla fine lo hai seguito, non mollando mai. Nonostante tutto.

Grazie di cuore per il dono della tua vita caro Emi.

Emanuele Di Nardo

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