PER IL VIDEO DI CONTESTAZIONE A VASTO MARINA

INDAGATO STEFANO MORETTI - ART. 290 E 415 DEL CODICE PENALE

| di Orazio Di Stefano
| Categoria: Attualità
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E' stato notificato nella mattinata del 29 marzo l'avviso di garanzia di indagato a Stefano Moretti, consigliere comunale di Monteodorisio e già assurto alle cronache per aver contestato (anche con ricorsi legali) Dcpm ed Ordinanze emesse da Autorità nazionali e regionali per il contenimento della pandemia in corso.

Moretti, nell' affollato ed assolato pomeriggio di domenica delle Palme, si era recato a Vasto marina, dove le forze dell' Ordine stavano invitando le persone a passaggio a non assembrarsi. E, facendosi riprendere con un telefonino, aveva platealmente contestato quelle procedure, inserendole anche sul suo profilo facebook. Il video, diventato subito virale, ha avuto molti commenti anche di contestazione; motivo per cui facebook lo ha rimosso, inibendo allo stesso Moretti l'uso del social.

Identificato la mattina successiva dalla Polizia di Stato, gli sono stati contestati i reati di vilipendio alla Repubblica e/o alle sue Istituzioni (art. 290 del Codice penale) e di pubblica istigazione a delinquere (art. 415 del Codice penale). Il primo reato prevede una multa fino a 5000 euro, mentre il secondo una pena fino a cinque anni. Ovviamente il legale incaricato cercherà di dimostrare che si sia trattato di una plateale protesta politica da parte di un incensurato, allo scopo di affermare le proprie idee: sul tipo di quelle che, nel secolo scorso, mettevano in scena Marco Pannella ed i radicali. Del resto Moretti, che nel '94 aveva aderito a Forza Italia (considerato il primo partito liberale di massa), si professa un liberale, cioè un assertore delle libertà individuali contrappesi del potere statuale (il Partito redicale era nato da una scissione come costola del Pli).

Come sa bene chi ha la nostra età, le plateali manifestazioni pannelliane (comprese le autodenunce: la prima volta il leader radicale si fece arrestare distribuendo marijana) finivano o con condanne o con assoluzioni, come l' ultima protesta di Marco Cappato, autodenunciatosi per aver accompagnato il Dj Fabo a morire in Svizzera. Il giudice riconobbe in quel gesto provocatorio una forma politica per manifestare le proprie idee, tese ad ottenere il riconoscimento per legge dell' eutanasia, vietata dal nostro Ordinamento.

Vedremo cosa capiterà a Stefano Moretti, che più che radicale è un liberale 4.0...visto che usa i social nelle sue proteste.

Orazio Di Stefano

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