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Appuntamento di SCRITTORI IN PIAZZA con Francesco Fioretti

Giovedì 22 luglio. alle ore 21:00, in piazza Barbacani

| di Redazione
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Giovedì 22 luglio. alle ore 21:00, in piazza Barbacani, appuntamento di SCRITTORI IN PIAZZA con Francesco Fioretti e il suo romanzo

"NON DI SOLO AMORE.La via dantesca alla felicità"

edito da Piemme

Marilena Pasquini dialoga con l'autore

 

 

Francesco Fioretti (Lanciano, 1960) è uno scrittore di origini siciliane e apulotoscane. Si è laureato in Lettere a Firenze e ha insegnato in Lombardia e nelle Marche. Ha approfondito gli studi danteschi presso l’Università di Eichstätt in Germania. Il libro segreto di Dante (Newton Compton 2011) è il suo primo romanzo, cui hanno fatto seguito Il quadro segreto di Caravaggio (Newton Compton 2012), La profezia perduta di Dante (Newton Compton 2013), La biblioteca perduta di Leonardo (Piemme, 2018).

«Aprite a caso la Divina Commedia e leggete pochi versi. Cercate di capirli con l'aiuto delle note, e rileggeteli finché non siete in grado di recitarli con buona intonazione. Domani mi racconterete cosa avete letto e cosa fantasticato. Parleremo di due cose, quest'anno, con particolare intensità, come Dante e Guido Cavalcanti a Firenze nelle notti stellate. Parleremo quasi solo d'amore. D'amore, e di felicità.»

Il professor Deaglio, insegnante di lettere in un liceo di provincia, ha da sempre una grande passione per Dante. Non si tratta solo del timore reverenziale di un prof nei confronti del Vate, né di una fascinazione acquisita col lavoro. Dante gli ha salvato la vita, durante l'adolescenza, gli ha fatto comprendere di non essere l'unico a pietrificarsi di fronte alla donna amata, né di essere poco normale perché considerava la letteratura un rifugio. E, da quel momento, la sua esistenza è stata scandita da letture e riletture per cercare spunti sempre nuovi sul suo modo di concepire il mondo. Ora, quarantenne, autore di un romanzo di successo, ha deciso di provare a condividere ciò che Dante gli ha insegnato, e non si tratta solo delle sublimi parole con cui lo ha strabiliato, ma di veri e propri consigli per raggiungere la felicità, consigli modernissimi ed efficaci. Anche perché è Dante stesso, nella dedica della sua opera più celebre, la Commedia, che Boccaccio eternò come Divina, a dire di voler far dimenticare ai lettori la «miseria della loro condizione» e far raggiungere la beatitudine in hac vita, in questa vita, e non solo in quella eterna di cui narra nelle tre cantiche. L'amore, le parole, il dolore, la perdita, la spiritualità, tanti sono i temi affrontati da Dante con profondità ed efficacia rarissime. Così come il cielo stellato che possiamo rimirare fuori dalle nostre finestre oggi ci incanta e ci fa esprimere desideri pur essendosi spento centinaia di anni fa, così queste parole vecchie di 700 anni si rivolgono proprio a noi che oggi andiamo cercando una scintilla di felicità.

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