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E' IL CASO CHE LA DE NICOLIS CHIEDA SCUSA

dopo il post pubblico di Dalila Bonelli, malata oncologica

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Credo non ci sia una ed una sola persona a San Salvo che non sappia che ho il cancro.
Per correttezza devo dire che sono in FollowUp, un limbo tra la possibilità di guarigione e il ripresentarsi della malattia in qualunque parte del corpo.
E' un argomento questo che mi tocca in ogni senso, nella carne e nello spirito e l'ho conosciuto non solo dal punto di vista medico, ma anche burocratico.
Non sono un'esperta e non mi vendo come se lo fossi, ma due cose a mie spese le ho imparate.
 
"La salute è un fatto serio, insomma dobbiamo essere anche sinceri con i cittadini per quello che si può fare e quello CHE NON SI PUO' FARE, senza strumentalizzare niente e nessuno, l'argomento è delicatissimo , quasi quasi NON BISOGNEREBBE NEPPURE PARLARNE, ma è importante solo chiarire che noi, che la legge il REGISTRO TUMORI lo prevede già ed è di competenza RE-GIO-NA-LE (e delle ASL)..."
Queste sono parole di Emanuela de Nicolis.
Esempio virtuoso di verità, concretezza e sincerità.
PECCATO che queste parole NON rappresentino la REALTA'.
 
Giusto per fornire due informazioni corrette.
-I registri tumori sono dei "raccoglitori di informazioni" della popolazione oncologica e fanno riferimento ai residenti di un determinato territorio. Possono dunque essere di una regione, di una provincia, di una asl e di UNA CITTA'.
-Il registro tumori della REGIONE ABRUZZO non è accreditato (ovvero i dati raccolti non rispettano determinati standard). E' stato istituito nel 2015 e si sperava di accreditarlo nel 2018.
Per chi non lo sapesse siamo nel 2022 e non è stato ancora fatto.
 
-Le città che hanno grandi poli industriali dovrebbero avere un registro tumori che permetta alla popolazione di vedere tutelata la propria salute. Molte città su territorio nazionale infatti hanno un proprio REGISTRO.
NON abbiamo ricordato fino a ieri alla popolazione che il polo industriale di San Salvo è uno dei più importanti in tutta la regione e che con l'arrivo di AMAZON lo sarà ancora di più?
E tutto questo su CHI impatterà?
"Il COMUNE può agire sulla prevenzione!"
Queste sono ancora parole di Emanueladenicolissindaco
FALSO.
 
I programmi di screening e di prevenzione sono competenza NAZIONALE e di gestione RE-GIO-NA-LE.
Adduco come esempio lo screening MAMMOGRAFICO.
Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e si esegue con una mammografia ogni 2 anni.
In alcune Regioni si sta sperimentando lo screening tra i 45 e i 74 anni.
L'Abruzzo non è tra queste.
Ho chiesto di persona e direttamente alla presidente della ROPI di fare qualcosa per abbassare l'età della screening, avendo visto con i miei occhi molte compagne della mia età, o più giovani, essere colpite dal cancro.
Noi giovani donne gli esami di screening dobbiamo pagarceli e vi assicuro che il Comune per questo può farci ben poco.
 
Citando sempre la candidata:
"Non è il momento di fare campagna elettorale!"
Eh no Emanuela, è proprio questo il momento.
Questo non è il MODO.
Pensavo di poter resistere e rimanere fuori da questo gioco senza dovermi sporcare le mani con un lancio di dadi.
Si può essere di una o l'altra ideologia, di uno o l'altro schieramento politico, biondi o mori, leghisti o comunisti, ma non si fa della verità uno stendardo dicendo MENZOGNE.
 
|D'Istinti| Saluti.
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